Una Nuova Meta - Blog di viaggi di Ale & Deia
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Chi sono i nomadi digitali e come diventare uno di loro?  

Pubblicato il 28 Ottobre 2022

Sono quelli che trovi seduti al tavolo di un bar davanti a un PC, con una tazza di caffè americano bollente in mano. Quelli che, sui social, vedi ieri in Puglia e oggi in Svezia e non riesci mai a geolocalizzarli esattamente. Sono quelli che lavorano e viaggiano full time e sembra facciano “una vita da sogno”.

Ma, concretamente, chi sono i nomadi digitali? Hanno segreti o ricchezze che permettono loro di avere questo stile di vita così libero? No. I digital nomads sono persone comuni, che non hanno particolari fortune, possibilità diverse dagli altri o talenti fuori dal comune. Anzi, forse uno ce l’hanno: la forza di scegliere il loro destino, senza lasciarsi trascinare da percorsi che non sentono loro al 100%.

Hai sognato anche tu almeno una volta di diventare un nomade digitale?
Anche noi, e lo abbiamo fatto.

In questa “mini guida per nomadi digitali” proviamo a fare un po’ di chiarezza su cosa significa (davvero) essere un digital nomad e a spiegarti perché sempre più persone scelgono questa strada “controcorrente”.

Nomadi digitali: chi sono davvero queste creature mitologiche

Tecnicamente si definisce “nomade digitale” qualcuno che ha scelto di vivere senza radici e senza vincoli (da qui la definizione “nomade”) e che sostiene il suo progetto di libertà lavorando nell’ampio universo del digital. I nomadi digitali sono persone che girano il mondo accompagnati dal loro laptop e dall’attrezzatura che gli occorre per svolgere la professione che hanno scelto, ovunque abbiano voglia di svolgerla

Essere nomade digitale significa sostanzialmente mettere al primo posto la propria libertà. Quella di vivere al proprio ritmo, di viaggiare senza limiti di tempo, di conoscere il mondo con modalità nuove, più slow e più autentiche. 

Un nomade digitale è qualcuno che ha scelto di uscire dalla trappola della routine e allontanarsi da una vita in cui non si riconosceva. Già, perché gli stili di vita possono essere infiniti e questa consapevolezza è molto forte nella mente di un nomade digitale alla costante ricerca del suo posto nel mondo. Infatti, la vita di viaggiatore tendenzialmente non è mai lineare, mai scontata, mai “arrivata” e mai uguale a sé stessa. 

Per un nomade digitale il valore del tempo, del denaro e del lavoro in un certo senso si ribaltano. Normalmente si lavora la maggior parte delle ore della propria vita per compattare poi tutto il resto (famiglia, hobby, viaggi, figli, passioni, progetti) nel tempo che avanza. Chi sceglie di uscire da questa logica cerca, invece, di dare il giusto valore a ciò che pensa conti di più, sfruttando il lavoro come mezzo utile a creare una vita che somigli alla sua idea di felicità. Una vita dove il tempo assume un ritmo diverso. 

Le giornate di un nomade digitale in viaggio, infatti, sono più “dense”: è come se ogni minuto scorresse a una velocità diversa e si popolasse di infinite esperienze emozionanti, di quelle che vale la pena vivere. 

Ciò non significa che un ND non dia importanza alla sua carriera, ai suoi talenti o alla sua crescita, anche professionale. Spesso infatti i nomadi digitali scelgono (anche in questo caso, il concetto di scelta è decisivo) di svolgere una professione che amano, che li appaga e che li soddisfa. Ovviamente non tutte le ciambelle riescono col buco e comunque non sempre riescono col buco al primo tentativo. A volte sono necessari anni di prove e infiniti esperimenti, cadute e riprese, per crearsi un lavoro capace di sostenere le spese concrete della vita e, al contempo, in grado di non pesare come un macigno sul bilancio delle giornate.

Il classico scenario 9-18 dal lunedì al venerdì è un pacchetto che chi ha scelto la vita da nomade digitale (ND per gli amici) considera troppo stretto per i suoi gusti. 

Prova a pensarci. La professione che svolgi occupa la maggior parte delle tue ore utili e - diciamocelo - quanti hanno la fortuna di fare un lavoro che li fa arrivare a sera col sorriso sulle labbra? Un'utopia, vero?

Inoltre, se ci pensi, il tuo luogo di lavoro (tendenzialmente fisso e definito) riesce a influenzare tutte le altre scelte della tua vita: le persone che hai attorno, gli hobby/sport che puoi svolgere, gli spostamenti, la scuola dei tuoi figli, i momenti di svago e così via. Quante volte ti sei sentito rapito da un vortice di impegni e abitudini che ti spengono, un giorno dopo l’altro, facendoti annegare in un oceano di lamentele, “vorrei ma non posso”, menomaleèvenerdì e ca**oègialunedì?

Un digital nomad è una persona che si è posto per troppe mattine di seguito la domanda “Ne vale davvero la pena?!” e si è risposto troppe volte di NO, proprio com’è successo a noi. 

O magari è una persona che ha viaggiato parecchio e si è accorto che là fuori c’è un mondo di opportunità e punti di vista sulla vita che vale la pena approfondire. Fuori dalle rotte preimpostate, fuori dai ritmi frenetici e nella più totale apertura mentale

Essenzialmente chi desidera fare il nomade digitale è qualcuno che ha la necessità di riconquistare il proprio tempo, la propria autonomia e la propria libertà e che cerca con determinazione tutte le strategie possibili per farlo. La maggior parte delle volte arrivando a plasmare la propria strada dal nulla e aprendo sentieri dove prima non c’erano. 

Qui sorge una domanda: “Ok, tutto bellissimo, ma…come si fa a diventare un nomade digitale?”. È ciò che si chiedono tutti quando si affacciano a questo mondo ed è quello che abbiamo cercato di capire anche noi per tantissimo tempo.  

Come trovare la soluzione? Innanzitutto cominciando a pensare in modo totalmente diverso e, soprattutto, iniziando a credere - senza riserve - che TUTTO è possibile, se lo vuoi davvero

diventare nomade digitale

Come diventare nomade digitale?

Dopo aver capito meglio chi sono i nomadi digitali, ecco il paragrafo che aspettavi, che ti svela il trucco per diventare anche tu uno di loro. Tieniti forte, perché stiamo per raccontarti un segreto di quelli che “nessuno ti dice” su come trasformarti, finalmente, in un digital nomad.

Ecco la verità: 

NON esiste una strada per diventare nomade digitale.
Non c’è n’è una univoca, perlomeno.
Nemmeno una facile e diretta. 

Molti, vedendo questo mondo da fuori, hanno le idee un po’ confuse su cos’è e cosa fa un nomade digitale. Anche a noi - nel piccolissimo della nostra esperienza - vengono fatte spesso domande quali “Mi consigliate un corso per lavorare online e fare la vita che fate voi?” oppure “Ok, voglio essere un nomade digitale anch’io, mi dite come si inizia?”

Cerchiamo su questo punto di dare sempre risposte il più realistiche possibili su cosa significhi sul serio essere un nomade digitale. 

Innanzitutto è bene precisare che “fare il nomade digitale” non è un lavoro in sé. È piuttosto, come già detto, uno stile di vita che prevede una professione svolgibile ovunque nel mondo, abbastanza remunerativa da supportare economicamente il viaggio e le esigenze quotidiane. Per vivere viaggiando e mantenersi mentre lo si fa le strategie sono praticamente infinite e richiedono tutte determinazione, spirito di adattamento, una volontà incrollabile e qualche piccola rivoluzione nella mentalità.

I nomadi digitali fanno le più disparate professioni e hanno in comune la voglia di vivere una vita profondamente libera e un po’ fuori dagli schemi. In quest’ottica, il mondo del digitale offre ottime opportunità perché permette di guadagnare sfruttando la rete e senza dover per forza avere base in un luogo geografico fisso.  

Gran parte dei lavori da nomade digitale non è etichettabile come “lavoro tradizionale” e due dei requisiti assolutamente necessari per diventare un digital nomad sono la creatività e la flessibilità mentale. Ma tutti, davvero, possono farcela.  

Tienilo sempre a mente, quando penserai che le tue conoscenze digitali sono pari a zero oppure quando ti sentirai scoraggiato dai muri contro cui (inevitabilmente) sbatterai la testa. 

Se c’è una cosa innegabile è che il mondo sia pieno di opportunità, ma anche che queste siano aperte solo a chi desidera DAVVERO trovarle, anche sudando, faticando, scervellandosi e massimizzando lo sforzo creativo per pensare “out of the box”. 

Le strategie per diventare un nomade digitale

Sono numerose le vie per raggiungere l’obiettivo e arrivare esattamente dove ti piacerebbe. Come sempre accade nella vita il percorso per fare il nomade digitale è piena di bivi, decisioni, rinunce e liste di priorità

Anche se - scusa se abbiamo distrutto un sogno - non esiste un cammino predefinito per diventare digital nomad, esistono possibilità diverse ed efficaci per provarci

Lo sai che i nomadi digitali possono essere freelancers, ma anche lavoratori dipendenti in remoto? Oppure imprenditori che hanno aperto un loro business online? Ci è capitato anche di conoscere viaggiatori che cercavano lavoretti on the road, mettendo a frutto le loro competenze più disparate nei modi più originali.

Vuoi approfondire le strategie per diventare nomade digitale? Qui ti parliamo delle 5 principali (+1)!

Quali lavori fanno i nomadi digitali?

Se molti si chiedono chi sono i nomadi digitali, una delle domande più frequenti su queste figure che si aggirano per il mondo è come facciano a mantenersi. Approfondiremo a breve le possibilità lavorative in questo settore, ma prima di tutto è importante sottolineare che le opportunità per fare i ND oggi sono senza limiti, grazie alla digitalizzazione e alla possibilità di viaggiare con facilità.

A volte i lavori dei nomadi digitali sono gli stessi che si fanno all’interno di un ufficio, ma organizzati e pensati in modi alternativi, per svolgerli in viaggio. In fondo, oggi moltissimi lavori possono essere svolti online e un ND può essere un web developer come un insegnante di yoga in remoto, un artigiano che ha un e-commerce o un traduttore.

Tra le qualità più importanti che dovresti avere, se vuoi diventare nomade digitale, c’è senza dubbio la voglia di formarti costantemente, per acquisire competenze e crearti una professionalità ben definita. Il settore digitale è meraviglioso, ma incredibilmente competitivo e decisamente inflazionato: oggi non basta più desiderare di “lavorare online” per riuscire a farsi strada nell’agguerrito settore dei lavoratori digitali

Per iniziare, l’ideale è compiere un passo alla volta e sederti a tavolino per stilare una tua personalissima strategia d’azione a breve, medio e lungo termine. Datti obiettivi accettabili e realistici e prevedi di raccogliere con pazienza le competenze che ti occorrono per svolgere una professione digitale. Molti scelgono, ad esempio, di crearsi un secondo lavoro, prima di lasciare il “posto fisso” (esiste ancora!?) e trovarsi totalmente catapultato fuori dalla sua zona di comfort.

vita da nomadi digitali

Cosa fanno i nomadi digitali, nella quotidianità?

Il fil rouge che accomuna tutti i nomadi digitali è l’intenzione di NON finire risucchiati dalla monotonia e dalla routine (parole che ritengono agghiaccianti), creandosi una vita nella quale ogni giornata sia unica e abbia valore. 

Alcuni scelgono di lavorare al caldo dei tropici 365 giorni all’anno, altri di ritirarsi sulla vetta di un monte (ovviamente a patto che ci sia internet!) o di trascorrere 12 mesi in 12 posti diversi nel mondo. Alcuni viaggiano a tempo indeterminato, altri solo part time. Qualcuno, come noi, sceglie di prendere un camper, mettere a bordo sé stesso, la propria attrezzatura e la voglia di scoperta, per partire senza una data di rientro. 

Il fenomeno dei vanlifers è sempre più ampio e sono migliaia le persone che oggi vivono e lavorano a bordo di una casa-ufficio su ruote. Fare i nomadi digitali in camper è stata anche la nostra scelta e una delle più azzeccate nella nostra vita!

Hai detto ufficio?

Per un digital nomad l’ufficio è un concetto diverso dal solito, come quello di routine, di lavoro e di viaggio. Spesso la postazione di lavoro di un nomade digitale è “dinamica” ed è rappresentata dall’attrezzatura che porta con sé per lavorare viaggiando: può trattarsi di un laptop, di uno smartphone o di una macchina fotografica, ma anche di una videocamera, di un router o dell’occorrente per creare prodotti artigianali da vendere su uno store online. 

Dal lunedì al venerdì?

Anche il concetto di settimana lavorativa per un ND è stravolto, anche se a volte le collaborazioni con aziende o agenzie portano a seguire alcuni dei ritmi “da ufficio”. La scelta di un digital nomad è comunque quella di stare alla larga da stress, grigiore, traffico, capi molesti e ansia da lunedì mattina

Noi spesso non ci ricordiamo quasi che giorno sia. E, ci teniamo a ripeterlo, non perché siamo miracolati, ma perché dopo anni di rodaggio siamo riusciti a costruire una vita piena di equilibri, dove abbiamo messo al centro il nostro benessere, la nostra felicità - come persone e come coppia - e il nostro tempo.

Ma dove lavorano i nomadi digitali?!

Un ND può lavorare dal suo appartamento in affitto a Bali, come da un coworking, strutture ormai diffuse quasi ovunque. Ma anche dal suo camper/van, dalla sua tenda, da casa di amici o dal divano dove dorme mentre fa couchsurfing. Può anche semplicemente scegliere di stare a casa, quando vuole. 

Per un nomade digitale dove vivere o lavorare non è mai un problema. L’importante è che abbia una buona connessione alla rete: è immancabile nella giornata tipo di un lavoratore-viaggiatore la frase “Ma qui prende internet?!”

Un nomade digitale quindi non ha una sede di lavoro e nemmeno colleghi nel senso tradizionale del termine, ma se li crea viaggiando. Infatti, i DN non sono asociali e amano il lavoro in team, la collaborazione con altri professionisti e ogni forma di scambio con altri viaggiatori (di idee, opinioni, racconti, spunti, storie di vita etc). 

Un approfondimento a parte andrebbe fatto proprio per gli incontri che si fanno in viaggio e per gli scambi che diventano possibili in questo universo parallelo di “pecore nere” che vivono alle loro regole. Magici è la parola giusta per definirli. In questa dimensione, le amicizie, le opportunità lavorative, le ispirazioni, le connessioni, le relazioni umane più profonde e sincere si creano a una velocità impressionante, come piccole scintille, da incontri casuali e, spesso, incredibilmente emozionanti.

Sempre in vacanza

Sfatiamo un mito: essere nomade digitale non significa vivere in vacanza, stile “Turista per sempre”. I ND fanno le attività più diverse, ma LAVORANO come tutti e spesso con orari anche molto fuori dalle classiche 8 ore. Hanno tanta motivazione e soprattutto una grande autodisciplina (indispensabile per essere i capi di sé stessi)! 

Fondamentalmente, quando fai qualcosa che ti piace e ti appassiona non fissi tutto il giorno l’orologio con l’ansia che arrivino le 18. Per noi questa è stata una grande rivoluzione, una conquista che ha stravolto in meglio la nostra vita. 

Lavoretti senza ambizioni

Sfatiamone un altro di mito: fare il nomade digitale non significa, come molti pensano, accontentarsi per forza di lavoretti di “basso livello” o sottopagati. Se per te una carriera professionale ambiziosa conta, sappi che puoi conquistarla anche da digital nomad. Molti nomadi digitali sono businessmen con imprese proficue, sono marketers professionisti, hanno store online nelle più diverse nicchie, sono creatori di contenuti ben pagati o sviluppatori esperti, scrittori famosi e via dicendo. 

Ma se vuoi fare mille piccoli lavoretti per pagarti il viaggio non stop o trovare addirittura lavoro on the road, le porte sono comunque aperte alla tua fantasia. Stabilire quanto guadagna un nomade digitale non è quindi possibile con precisione, ma un pro della vita da viaggiatore è che, quasi sempre, le spese mensili si riducono parecchio rispetto a quelle di una vita in appartamento, rendendo spesso sufficienti anche entrate non esorbitanti. 

Una vita senza regole: e la burocrazia?

Se pensando a chi sono i nomadi digitali ti immagini una vita sregolata e fuori da ogni pratica burocratica, purtroppo ti sbagli, perché l’organizzazione della vita e del lavoro passa da un po’ di noiosa burocrazia, anche per i digital nomads. Documenti, certificazioni, partita IVA, tasse, contributi e simili problematiche possono essere molto diverse a seconda della professione che scegli di fare e del paese in cui vorrai avere una residenza.

Se vuoi fare il digital nomad devi mettere in conto di diventare anche boss, amministratore e commercialista di te stesso e non sempre è tutto rose e fiori in questo intricato contesto! Fare al 100% da soli però non è facile (né è l'idea migliore) quando si tratta di aprire una partita IVA per svolgere la professione che desideri (in piena regola): capire quale aprire, come aprirla e come fare tutto nel modo corretto può essere davvero complesso.

A supporto di chi vuole avventurarsi nel magico mondo dei liberi professionisti sono nati appositi servizi dedicati: noi ad esempio abbiamo scelto di affidarci a Fiscozen, un team di consulenti fiscali che può darti una mano enorme per avviare - nella maniera giusta e senza stress - la tua attività digitale.

Se ti serve avere da loro una consulenza professionale (gratuita) segui il link qui sotto: potrai aprire gratis la tua partita IVA e avere uno sconto di 50€ sul primo anno di gestione! Mica male...

nomadi digitali lavoro

Nomadi digitali, pro e contro

Un’altra delle costanti che, secondo noi, accomunano ogni nomade digitale - più in generale ogni viaggiatore e chiunque scelga percorsi fuori rotta - è la capacità di mettersi continuamente alla prova. I ND si mettono in gioco ogni giorno, perché la vita in viaggio richiede davvero tanto spirito di adattamento e la voglia di fare proprie tante abilità. 

Per decidere se la strada da nomade digitale fa davvero per te, è bene che tu abbia ben chiari i tuoi obiettivi nella vita, accettando di avere un dialogo sincero con te stesso. Se pensi che essere un nomade digitale in viaggio 365 giorni all’anno sia figo, dovresti comunque valutare anche le difficoltà, le rinunce e i sacrifici che questo stile di vita comporta. Qualche esempio? 

La pressoché totale mancanza di stabilità, intesa come l’assenza di punti di riferimento per qualcuno essenziali, come lo stipendio fisso il 5 del mese, le spese sempre uguali nel bilancio, le ferie e la malattia pagati (assenti perlomeno dalla vita dei freelancers), una quotidianità che si ripete senza imprevisti, mansioni/capi/colleghi sempre immutati (magari odiosi, ma identici a se stessi in modo rassicurante) e così via. 

Da considerare, se scegli di vivere on the road la maggior parte del tuo tempo, è la lontananza dagli affetti, dai luoghi familiari, dai parenti e dagli amici storici, anche per lunghi periodi. Un “non esserci” che per qualcuno è accettabile, per altri è insopportabile. 

Vivere in viaggio e lontano da casa significa anche imparare ad arrangiarsi. Non solo nel senso avventuroso ed entusiasmante del termine, ma anche in quello più nero e spaventoso. Potrai trovarti ad affrontare imprevisti di ogni genere, burocratici, di salute o di tipo tecnico sul tuo mezzo-casa-ufficio-attrezzatura. Potresti trovarti a gestirli all’estero, lontano dalle tue certezze, dagli usi che conosci e dalla tua lingua materna. 

Potresti aver voglia di un supporto da parte di amici, genitori, nonni, fratelli e non trovarlo, se non virtualmente attraverso una videochiamata.

Insomma, per decidere se un percorso fa per te, non soffermarti solo ai pro.

Ovviamente, per un nomade digitale i vantaggi di una vita libera superano di gran lunga i sacrifici, ma ciò non elimina i momenti no e le difficoltà.  

viaggiare come un nomade digitale

Vorresti fare il digital nomad?

Per un nomade digitale una vita piena e soddisfacente è fatta di emozioni, di orizzonti sempre nuovi ogni giorno, di incontri elettrizzanti, di esperienze che lasciano il segno. Una vita in cui la libertà, l’autodeterminazione e la qualità del tempo trascorso su questa terra sono sempre e comunque al primo posto. 

Lo sappiamo cosa stai pensando ora: “Per me, è una scelta impossibile. Mi ci vorrebbero più soldi/tempo/competenze oppure meno responsabilità/un lavoro diverso/meno debiti/meno anni sulle spalle”. 

In alcuni casi, la vita ci porta verso scelte sofferte e difficili, che implicano il mettere da parte i nostri sogni in favore di qualcosa, o spesso di qualcuno, di più importante. Ma la maggior parte delle volte abbiamo solamente un sacco di scuse per non prendere in mano il nostro destino. E, quando è così, bisogna ammetterlo.

Ci sono famiglie che viaggiano con figli di ogni età.
Ci sono persone che hanno mollato tutto per partire e inseguire le loro aspirazioni.
Ci sono viaggiatori che a 60 anni decidono di lasciare le certezze e mettersi in viaggio a bordo di un van, così come ultraottantenni che stravolgono la loro vita per iniziare a viaggiare per il mondo. 

Sulla strada abbiamo conosciuto coppie di ragazzini, come di pensionati. Studenti, professionisti con una carriera consolidata e persone ancora in cerca del loro posto nel mondo. 

L’universo dei nomadi digitali è bellissimo e fa della diversità la sua ricchezza e del “nulla è impossibile” il suo mantra

Il modo migliore per avvicinarti a questa vita potrebbe essere quello di contattare chi la sta già facendo, per chiedere e aprirti, senza avere paura di esporti. Cerca di circondarti di persone simili alla persona che vorresti diventare. 

Pensi sia troppo tardi per te?
Prova a fare questo check: controlla se sul tuo comodino c’è un timer che segna la fine del tempo giusto per fare della tua vita quello che vuoi. 

Se non lo trovi, allora è un momento buono per prendere in mano il tuo destino e trasformarlo nella TUA personale idea di felicità

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