Il cuore aperto, tanta curiosità e la voglia sincera di scoprire: questo è ciò che abbiamo messo in valigia prima di partire per Malta. Pochi piani prefissati, poche regole, la mente spalancata ad ogni nuova opportunità, di crescere, di imparare,  di conoscere, di riempirci l’anima di tanto di bello e nuovo. In fondo, decidere di lasciare “casa” e lanciarsi in un’avventura in un paese straniero è una decisione che richiede solo una sana dose di coraggio e poche elucubrazioni mentali. Partendo, il nostro desiderio più grande era principalmente uno, tanto semplice quanto profondo: emozionarci.  “E quando tu desideri qualcosa, tutto l’Universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio”. Da sempre una delle mie citazioni preferite, questa breve frase tratta dall’Alchimista di Coelho racchiude in sé una filosofia ed un modo di pensare che adoro, concetti sui quali cui potrei rimanere a filosofeggiare per ore. Un concetto  semplice che è raro e magico vedere manifestarsi nella realtà. Sono certa che chi ha fatto il primo spontaneo passo verso i propri sogni ha potuto sentire sulla propria pelle tutta la potenza di quelle poche parole. Quando la magia accade, non si può fare altro che sentirsi intensamente ed infinitamente grati. E’ esattamente quello che è successo a noi, fin dai primi momenti di questa “nuova vita” qui a Malta. Il nostro desiderio di emozioni è stato ben più che realizzato, è stato superato ed arricchito di sfumature incredibili. L’Universo ha deciso di accontentarci, di rispondere al nostro passo verso l’ignoto con una quantità incredibile di  bellezza, esperienze e sensazioni uniche. Quando hai la fortuna di vivere qualcosa che veramente vuoi e che ti fa sentire felice, le emozioni, quelle forti, arrivano davvero da qualunque direzione. Basta aprire la finestra del luogo che hai scelto come “casa” e vedere davanti agli occhi un panorama nuovo, basta scoprire per caso uno scorcio stupendo della città che ti ha accolto, basta il colore del mare la mattina mentre passeggi sulla costa, basta un caffè bevuto osservando la vita locale che scorre mentre inizi a sentirtene un po’ parte, basta aprire gli occhi al mattino e ricordarti in un istante che sei esattamente dove hai scelto di essere. Non c’è bisogno di molto per essere felici, quando stai realizzando un piccolo grande sogno. Mellieha Beach C’è qualcosa però che ha accompagnato fin da subito la nostra esperienza qui e che la sta segnando in maniera indelebile, qualcosa che sta riuscendo ad incantarci ed insinuarsi nelle parti più profonde del nostro cuore. Sto parlando delle persone. Dei meravigliosi, diversi, unici esseri umani che si sono affacciati giorno dopo giorno sul nostro cammino.  Non ho mai saputo spiegarmi esattamente perché succeda ma viaggiando accade qualcosa di incredibile: le persone che conosci lungo la strada riescono nel giro di pochi istanti a lasciare tracce incancellabili nella tua vita. Di spiegazioni effettivamente ce ne sono tante ma troppo complicate e sfaccettate da essere tradotte in poche parole. Fatto sta che bastano pochi secondi, uno sguardo, una  stretta di mano per accogliere uno sconosciuto nel tuo mondo e abbattere ogni invisibile muro. Mai scelta fu più saggia durante la programmazione della permanenza qui, che l’iscrizione ad una scuola di inglese. Non pensavamo avrebbe inciso così tanto sulla nostra esperienza ed è bellissimo quando trovi qualcosa che non stavi cercando e non avevi davvero programmato.  Entrando in aula, ogni giorno ci sembra di attraversare una porta spazio-tempo: un’infinità di differenti nazioni e culture, un crogiolo di vite che come un vortice ci trascina e ci avvolge di sensazioni fortissime. Non siamo partiti solo per Malta venendo qui, bensì stiamo letteralmente facendo il giro del mondo. Adoriamo le diversità, adoriamo scoprire tutto ciò che è “altro” da noi, dargli la possibilità di farsi conoscere, di mostrarsi in tutte le sue molteplici sfumature. Adoriamo la sensazione di cambiamento che si può sentire (se ci si mette davvero in ascolto) dopo qualsiasi incontro, quando inevitabilmente ci si ritrova ad essere una versione di sé stessi diversa da prima. Ci si ritrova più ricchi, più consapevoli, nuovi.  La tua vita cambia per sempre quando qualcuno fa un passo sulla tua strada. E’ inevitabile. Avete presente i bambini che vedono tutto per la prima volta e sono entusiasti e super curiosi, con i sensi protesi a carpire ogni più piccola novità? Ecco, in questi giorni ci sentiamo esattamente così. Come si può non sentirsi in questo modo davanti alla straordinaria varietà di esseri umani che incontriamo? Come si può non rimanere estasiati di fronte agli infiniti diversi percorsi di vita che hanno condotto decine di persone di luoghi della Terra lontanissimi tra loro ad incontrarsi tutti tra i banchi di scuola di una minuscola isola nel Mediterraneo? Io lo trovo qualcosa di incredibile. Strade che si incontrano, miracolosamente. Sono tantissimi gli amici incontrati qui. Sono diversi e meravigliosi i colori di pelle, le forme degli occhi e gli accenti che riempiono le nostre giornate.  Sono tantissime, bellissime e diversissime le storie abbiamo l’opportunità di scoprire.   Grazie a questo meraviglioso labirinto di vite incontriamo Maria, una ballerina professionista venezuelana. Maria è un’esplosione di entusiasmo, il secondo giorno che ci conosce ci saluta abbracciandoci, con un sorriso a 42 denti sul suo viso dal colore perfetto e ci da ogni mattina  il buongiorno con un’energia a dir poco contagiosa. Davanti ai nostri caffè fumanti,  durante le pause a lezione, ci parla di pensiero positivo e ci racconta che raggiungerà tra qualche mese la sua compagna a Londra per seguire il suo sogno di  frequentare un master in scienza della danza. Ci insegna che in Venezuela si saluta con due baci partendo rigorosamente  dalla guancia destra e che si brinda sempre con la mano sinistra, se vuoi che quell’incontro si ripeta ancora. Conosciamo Ed, ingegnere civile brasiliano, che pur nella sua timidezza, crea un gruppo Whatsup per tenerci in contatto anche quando tornerà in Brasile, perchè crede fortemente nella bellezza dell’amicizia. Ci invia tutti i giorni video e foto delicati e profondi che parlano dei rapporti umani e del credere sempre in sé stessi.  Sua moglie è un giudice e da lei impariamo che il  Brasile è contemporaneamente un posto favoloso e molto, molto pericoloso.  Lei si chiede quotidianamente se abbia fatto bene a scegliere quella professione piena di responsabilità, e sul suo volto scorrono sia  la paura per la sua incolumità mista sia l’orgoglio per la sua professione così difficile, in un paese così duro.  Ci racconta di sé in un misto di inglese e italiano, perché nelle sue vene scorre anche sangue siciliano in un affascinante mix di etnie. Passiamo una serata con Julien, un ragazzo belga che una volta lasciata Malta andrà a lavorare in Canada come saldatore. Julian è timido e quasi impacciato, in classe, ma dategli della musica e svela un’altra esuberante personalità, ricordandoci di non giudicare mai, mai,  dalle apparenze e che conoscere tutti i lati di una persona è un percorso davvero lungo. Condividiamo brioches e cappuccini con Silvia, spagnola che vive da quanche tempo in Francia con i suoi due bambini. Ci ricorda ancora una volta come il mondo non abbia confini  e ci fa sentire parte di una bellissima comunità di expat che attualmente non vivono nella propria nazione. Proviamo delle originali harepas a casa di  Liseth, venezuelana anche lei, con la famiglia sparsa tra spagna e italia, che obbligata ad un periodo di “pausa” dal lavoro,  ha deciso di investire del tempo per lavorare su sé stessa. Impariamo da lei la reale situazione in Venezuela, molto più cruda e infelice di quella che i media ci passano, molto più viva, sentita dalla bocca di chi si è visto costretto a  lasciare il proprio paese, che pur ama alla follia, per cercare una vita migliore altrove. Ci commuoviamo con  Anne, una dolcissima ragazza giapponese, che in un momento di difficoltà crolla in lacrime in classe, e viene consolata da tutti i compagni con meravigliosi accenti misti anglo-spagnolo-italiani-ungheresi. Anne,  ci ricambia con infiniti “thank you” nel suo inglese stentato, dei grazie sinceri e sentiti, perché è stata colpita dalla gentilezza con cui abbiamo accolto il suo momento difficile. Inutile dire che siamo rimasti molto piu colpiti noi da lei da lei e dalla sua estrema sensibilità. Incontriamo giocatrici di basket professioniste ungheresi, studentesse turche, insegnanti tedesche, ragazzi ecuadoregni, svizzeri e ovviamente, tantissimi italiani. Con loro ci lanciamo in appassionate disquisizioni su quanto odiamo l’Italia per i suoi mille problemi e su quanto in fondo amiamo alla follia tutto ciò che profuma del nostro bel Paese. Lasciando ovviamente i nostri stranieri ascoltatori basiti, di fronte a questo amore e odio, entrambi incredibilmente sinceri 🙂     Insomma, la vita qui è fatta di incontri, di vite stupende di cui possiamo fare parte per qualche istante, nei racconti, negli scambi quotidiani. Vite felici e meno felici, facili e meno facili, lineari o tortuose, ma tutte, semplicemente, uniche. In quanto tali, meravigliose. Tutto ciò è un bellissimo regalo del destino, un bagaglio, tanto leggero quanto importante, che sono certa porteremo con noi per sempre. Qui, in Italia, ovunque saremo. Lo sapevamo già, ma ne stiamo avendo estrema conferma: essere messi a confronto con il mondo ti fa cambiare completamente propettiva. Ti fa sentire sentire nel bene e nel male solamente ciò che sei realmente…un puntino. Un  minuscolo puntino nell’immenso. Ti disorienta e destabilizza, ma contemporaneamente ti fa sentire esattamente al tuo posto, in una saggia e in fondo meravigliosa consapevolezza: ti rendi conto che sei solo uno dei possibili punti di vista, una delle infinite possibilità, in uno dei tanti scenari esistenti. Un unico e irripetibile destino, in una fitta rete di unici e irripetibili destini. Ogni tanto ci fermiamo a pensare a questioni come “Chissà se ci incontreremo ancora” o “chissà se queste strade cosi diverse sono destinate a ritrovarsi, chissà dove, chissà quando”. Non ci è dato saperlo e questo è incerto e malinconico ma, in fondo,  è bello così. Nel dubbio, brindiamo con tutti rigorosamente con la mano sinistra, augurandoci di ritrovarci ancora, un giorno, con i calici in alto dicendoci “Alla salute” in tutte le lingue del mondo.