“Ma non vi manca l’Italia?”
Ci siamo sentiti fare questa domanda infinite volte. La risposta? Dai contorni incerti. 

Premessa importante, non siamo due di quelli  “scappati” dall’Italia, non siamo di quelli che sono fuggiti da qualcosa che non apprezzavano assolutamente o della schiera di chi non ci rimetterebbe mai piede. Abbiamo sempre amato il nostro paese, il suo stile di vita, le sue ricchezze, le sue infinite, incommensurabili ricchezze culturali, storiche, paesaggistiche, linguistiche, culinarie, e chi più ne ha più ne metta.  
Si, ci siamo ritrovati (spesso) nella categoria “disoccupati”, e si, conosciamo bene i problemi del nostro Bel Paese 😉  Non siamo però partiti perché qualcosa ci ha “spinti” a andarcene, bensì perché qualcosa ci ha attirati verso di sé: l’enorme curiosità di scoprire, la voglia di vedere il mondo coi nostri occhi, la famosa “erba sotto i piedi” che tutti coloro marchiati indelebilmente a fuoco dalla wanderlust conoscono bene 🙂

Insomma, saremmo partiti in ogni caso ed in ogni condizione, era qualcosa che ribolliva nelle nostre vene da molto, probabilmente da sempre. Quando qualcosa lo fai per tua scelta, quando ti muovi spinto dalla necessità di scoprire, è difficile che ciò che lasci di manchi così tanto da non riuscire a farne a meno.  Cosa intendo? Che sentiamo ovviamente la mancanza di tutto ciò che fa parte dei pilastri della vita di ogni persona: famiglia, amici, affetti in generale.  Sentiamo l’appartenenza ad un popolo, ai suoi modi di pensare, ai suoi stili di vita. Ci sentiamo addosso l’ “essere italiani”, con tutte le piccole e grandi sfumature di significato che ciò implica, ci troviamo inevitabilmente affini a tutti gli italiani che incontriamo, ci percepiamo come una grande famiglia legata da valori, cultura, modi di fare tutti nostri.
Però, per quanto ci riguarda, almeno per il momento no, non possiamo dire di sentire davvero la mancanza dell’Italia in sé, o dei luoghi dove abbiamo vissuto in passato, semplicemente perché…c’è troppo da scoprire, c’è troppo da vedere là fuori. 
Abbiamo sviluppato la capacità di adattarci a tutto, ad ogni nuova casa, letto, bagno, lavoro, amici, colleghi. Ci troviamo facilmente bene ovunque, e la voglia di fare sempre un passo più in là è troppo troppo forte. Una droga, probabilmente è seriamente una dipendenza, però una di quelle sane.

Non riusciamo quindi a sentire la mancanza di ciò che abbiamo lasciato indietro.  Piuttosto sentiamo la mancanza di tutto ciò che ancora non abbiamo visto, non abbiamo provato, sentito, assaggiato, sperimentato, di tutte le esperienze da vivere che attendono là fuori nel mondo. 

Insomma, riassumendo se potessimo mettere in un enorme motorhome le poche persone che per noi contano davvero, e portarle con noi nelle nostre avventure in giro per il mondo, il problema sarebbe risolto. Prima o poi si esaurirà questa spinta? Sentiremo la necessità del rientro nel nido? Può darsi, chi lo sa! Per il momento, ce la viviamo, non possiamo fare altrimenti 🙂
In fondo in fondo però lo ammettiamo: alcune cose dell’Italia ci mancano. Piccole cose a cui siamo abituati, e che quando ci vengono tolte, accusiamo un po’ il colpo 😉 

Che cosa ci manca dell’Italia?   
Quali sono quelle cose a cui ogni tanto pensiamo e diciamo “quanto vorrei averla/o qui ora!”?

Nota bene: l’elenco vuole essere tutto tranne che serio 🙂  Lo noterete subito, quando troverete al primo posto delle cose che mancano dell’Italia… 

Cliccate sui punti qui accanto, e fateci sapere nei commenti se anche a voi è capitato di provare le stesse sensazioni, all’estero 🙂 

1. IL BIDET! 
Una domanda ci assilla da sempre. Una questione irrisolta, di quelle che ti tormentano dentro.
Dove vanno gli stranieri quando si alzano dalla, diciamo, toilette? 😀
Uno dei pochi momenti nella vita in cui hai ben chiaro il passo successivo da compiere è proprio quello in cui con leggiadria ti alzi dal wc e sai dove sei diretto: al bidet. Una certezza. 
All’estero, invece, ti capita di ritrovarti in stanze abitate solo da wc, doccia e lavandino. In alcuni casi, stanze con solamente il wc ed il vuoto cosmico tutt’attorno. A dir poco destabilizzante. 
Come sopravviviamo? Accettiamo rassegnati  di farci una mezza doccia ogni volta, anziché un comodissimo bidet, e ci teniamo questo dubbio esistenziale 😀

2. GLI ALBERI
Questo secondo punto è strettamente collegato al luogo geografico dove ci troviamo ora.
Sembrerà strano, ma ci mancano gli alberi, il verde, i boschi in generale.
Dove viviamo attualmente abbiamo spiagge, mare, coste fantastiche e bellissimi panorami.  Nonostante ciò, quando sei cresciuto in un paesino nel nord italia, tra montagne, colline, laghi e boschetti, li dai ovviamente per scontati quando li vedi ogni giorno, e ne senti improvvisamente la mancanza quando non vedi più attorno a te.
Ci manca la passeggiata in montagna la domenica, il giro in mountain bike su sentieri sterrati,  il pomeriggio passato a rilassarci nell’atmosfera placida e particolare del lago. Ci manca vedere alberi ovunque. Ci manca il foliage tipico di questo periodo. 
Il mare no, non cambia le foglie 😉  E’ stupendo, ed ha colori meravigliosi in ogni stagione, ma non è dipinto dai mille colori dell’autunno.  I rossi, arancioni, gialli e le mille sfumature del foliage dei nostri boschi è unico, e – non credevamo – ma ci sta mancando. 

3. IL CIBO…DELLA MAMMA! 
Da buoni italiani, il cibo non poteva mancare nell’elenco delle cose che ci mancano dell’Italia.
Però, vogliamo spezzare una lancia a favore del cibo all’estero: quando viaggiamo ci piace provare tutto ciò che sia tipico, ci piace dare un’occasione ai ristoranti locali e devo dire che ci è capitato molte volte di mangiare molto bene anche “non in Italia”. Così come ci è capitato purtroppo di mangiare molto male anche in Italia. 
Restiamo fermamente convinti che la cucina italiana, la fantasia nella preparazione dei cibi, la varietà culinaria, la qualità, la bravura degli chef italiani, i sapori e i prodotti tipici italiani abbiano una marcia in più (molte più di una). E’ indubbio.   Nonostante ciò il cibo che ci manca di più dell’Italia è quello che viene sfornato dalle cucine delle nostre mamme e nonne, per noi sublimi cuoche (come ogni mamma italiana per i suoi figli!) 

4. SAPERE I NOMI DELLE COSE
Quando hai superato i 30 anni dai abbastanza per scontato di saper parlare 😉 Di sapere i nomi delle cose e di sapere esprimere con certezza cosa pensi, così come di comunicare senza esitazione i tuoi bisogni e desideri. Quando ti sposti in un paese dove non parlano la tua lingua…queste certezze crollano 😀 
E’ un po’ come tornare bambini, e non proprio nel senso poetico del termine. 
Rivivi magicamente quella fase di apprendimento basilare, in cui non conosci tutti i nomi delle cose che ti circondano, e non riesci a spiegare agli adulti attorno a te cosa ti serve, cosa desideri, cosa ti fa male. Indichi gli oggetti emettendo mugugni senza senso, sperando che l’interlocutore riesca a immaginare cosa hai in mente. Esprimi concetti semplici e coincisi, come quando a scuola ti facevano fare i “pensierini”.

Giorno dopo giorno gioisci dei tuoi piccoli progressi. Piccoli passi verso una migliore conoscenza della lingua,  grandi passi verso la riconquista della tua dignità. 😀

 Se però come me ami alla follia imparare lingue straniere, ti sembrerà sempre una sfida fantastica, ed oltre a indirizzare i tuoi sforzi nell’apprendimento della lingua del posto, ti cimenterai anche nel cercare di memorizzare qualche parola nelle lingue di tutti i tuoi colleghi e amici, e ti ritroverai a studiare l’alfabeto cirillico, mentre ti fai spiegare come si dice “Buona giornata” in olandese 😀

5. L’INVERNO
Questa è stata per noi un’altra scoperta: ci manca l'”inverno”.
Il clima a queste latitudini è molto diverso da quello da cui proveniamo. Novembre per noi era sinonimo di giacche pesanti, piogge infinite, e di temperature che variano dal “freddo” al “molto freddo”. Era il momento in cui cominciavamo a corteggiare con sguardo ammiccante sciarpa, cappello e guanti di lana.  Il nostro abbigliamento tipico di questo Novembre?  T-shirt, pantaloncini, gonne, ed una giacchetta leggera da portarsi dietro per sicurezza mattino e sera, quando si l’aria può essere un po’ frizzante. 
Ma, incredibile ma vero,  le coccole che sanno regalarti piumini, cioccolate calde, camini accesi e calzettoni a 4 strati è qualcosa di cui si, può sentire la mancanza 😀  Ci lascia  un po’ spaesati il non vedere arrivare la stagione fredda all’alba di metà Novembre. 

PS: In realtà ce a stiamo godendo tantissimo, un saluto a tutti gli amici col piumino, baci da Malta 😀

PPS: Scherziamo, ci manca davvero la stagione fredda e tutti i rituali annessi e connessi. E’ qualcosa che fa parte di noi, del nostro “bioritmo” da sempre, e siamo di quelli che hanno sempre saputo apprezzare sia le bellezze dell’estate che quelle dell’inverno. 

6. LA VARIETA’ DI PAESAGGI
Una delle caratteristiche del nostro Paese di cui più ci siamo accorti di soffrire la mancanza è la sua straordinaria, infinita, varietà di panorami.  Negli ultimi mesi ci siamo più volte soffermati a pensare a quanto l’Italia riesca ad offrire a livello di  ambienti, attività e diversità. 
Hai voglia di montagna? Hai voglia di lago? Hai voglia di campagna? Hai voglia di città, di fiumi, di colline, mare? In Italia, con tempi ragionevolmente contenuti, puoi raggiungere senza problemi ogni tuo desiderio. E puoi farlo con tutti i mezzi di trasporto possibili: treno, auto, bus, metropolitana, qualunque mezzo su due ruote, quattro ruote o binari.
Noi abbiamo sempre sfruttato appieno queste ricchezze, cercando di sperimentare tutte le tipologie di attività che l’Italia a rende possibili: dal weekend sulla neve in Trentino, al tour tra le meraviglie delle colline senesi, dal percorso enogastronomico sulle montagne lombarde, alle giornate al mare in Liguria esplorando in  kayak baie e spiaggette.  Un’enorme range di possibilità che pochi paesi riescono ad offrire: così tante esperienze possibili, tutte a portata di mano. Davvero da non sottovalutare.

7. GUIDARE PER ORE 
Avete presente quel momento in cui sali in macchina, chiudi la portiera, allacci la cintura, accendi i motori, metti su la tua musica preferita ed inizi a guidare cantando a squarciagola tutta la tua raccolta discografica preferita?  Ah, che bei momenti, che sensazione di libertà, che piacevole abitudine…
Lo facciamo tutti vero? Mimando anche con passione ed una recitazione degna dei migliori attori di Hollywood il mood della canzone che l’autoradio ci rimanda 😀  Oltretutto le strade ed autostrade italiane ti permettono di guidare per ore, entrando completamente in quel particolare stato mentale “viaggio in auto”.
Qui, è assolutamente affascinante l’abitare su un isola nel bel mezzo del Mediterraneo.
Ma, Malta è “lunga” circa 30 km e Gozo circa 15: nemmeno il tempo di ascoltare un paio di album dei vostri artisti preferiti 😀   Oltretutto (e soprattutto) qui…non abbiamo l’auto! 😀  
Si vive benissimo anche senza, le corte distanze sono comunque un vantaggio in questo senso, spesso andiamo al lavoro passeggiando o in bicicletta, ed utilizziamo spessissimo i mezzi pubblici. Nonostante tutto, a fronte di una incolmabile mancanza di auto/musica abbiamo dei vantaggi a livello economico e siamo portati a comportamenti più “green”. Vediamo il lato positivo 🙂

8. L’APERITIVO ITALIANO
Quel “Ragazzi, stasera aperitivo?” ci manca da morire. Quei momenti conviviali, davanti a dei buoni Spritz ed a quelle tavolate da sogno piene di leccornie di ogni tipo e forma, ci mancano davvero tanto. 
Praticamente delle cene super economiche, delle occasioni di ritrovo tra amici, quel momento che non è merenda, non è cena, non è pranzo, ed ha un’atmosfera tutta sua e particolare: è l’Aperitivo. 
Nonostante l’Happy Hour sia in uso in ogni angolo del mondo, è  tendenzialmente incentrato attorno ai cocktail (2 al prezzo di uno, etc) mentre invece, i tavoli stracolmi di cibo, di pasta, carne, pesce, dolci di ogni genere  a tua completa disposizione è qualcosa che si fa molta fatica a trovare altrove. E quando sei uno di quelli che i cocktails li ignorava, ma che faceva 3/4 giri di cibo, riempiendo almeno 2 piatti alla volta, giocando di equilibrio per riempirli fino a farli esplodere, bè, l’aperitivo italiano ti manca molto 🙂 

Expat di tutto il pianeta, viaggiatori incalliti, italiani nel mondo, diteci:  a voi cosa manca del nostro Paese?
Quali sono quelle piccole cose che fanno sentire la loro mancanza, quando siete lontani da “casa”?

Fatecelo sapere qui sotto! 🙂