Esplorare l’Italia era al primo posto tra i nostri piani una volta rientrati nel Bel Paese. Due anni trascorsi all’estero lontani da lei erano stati capaci di fare un piccolo miracolo: farci re-innamorare perdutamente delle bellezze italiane. Si dice che finché non ti tolgono qualcosa non capisci quanto ci sei legato, e la nostra temporanea separazione dalla patria ci aveva proprio permesso di vederla con nuovi, sognanti, occhi.  Dove andare in Italia e quali sue nuove splendide zone scoprire? Queste le delle domande che più ci emozionavano, pensando ad un rientro nello stivale.  

I sogni ed i piani di tutti però, oggi, si ritrovano stravolti. Un momento storico inatteso e surreale ci ha colpiti come un fulmine a ciel sereno, ed ogni programma – di vita, di lavoro, o di viaggio – ha subito battute d’arresto o deviazioni del tutto anomale. Fantasticare è diventato un appiglio, ed anche il nostro piccolo travel dream fatto di itinerari in Italia ha in questi giorni un sapore tutto nuovo.

In giro per l’Italia con la mente: una valvola di sfogo

Viaggiare con la mente e viaggiare sulle strade del mondo: ecco ciò che compone il DNA di ogni viaggiatore. La fonte della loro più pura gioia è trovarsi su un cammino mai percorso prima, l’ispirazione che li guida è pianificare l’esplorazione successiva. Con lo stesso spirito è possibile affrontare sia un viaggio dall’altra parte della Terra che una gita nel parco dietro casa, perché è la semplice curiosità verso il mondo – verso l’altro – che muove il cuore di un wanderluster.

Questo periodo ha portato questo circolo virtuoso ad interrompersi, in modi inaspettati, spaventosi e difficili da imparare a gestire. L’immobilità del mondo stretta nelle tenaglie della paura è una prova difficile per chiunque. Ma non vogliamo qui perderci in lunghe riflessioni sulle sfide davanti alle quali questo momento ci pone: troppo intimo e troppo personale. Vogliamo invece dare su queste pagine sfogo almeno all’entusiasmo per il viaggio, grande amore di tutti noi travel blogger, che è rimasto fortunatamente acceso, sotto la coltre di cenere di un periodo che rischia di schiacciare anche i sogni. E non glielo si può permettere.

Sentiamo oggi tutta la potenza della libertà, quella piccola cosa che davamo per scontata e che ora viene messa in discussione come mai prima. Percepiamo ora la curiosità come fosse una preziosa linfa vitale che timida scorre ancora nelle nostre vene. Vediamo adesso più che mai tutta l’infinita bellezza del nostro Paese, proprio ora che lo possiamo “sognare ma non toccare”.

Ecco il motivo di questo nostro piccolo viaggio virtuale in Italia, indispensabile per tenere viva la fiamma e non fare affievolire la brace.

Perché scrivere è terapeutico. Perché volare con la fantasia è vitale.

Viaggiare in Italia: itinerari e tappe da esplorare

Torneremo a viaggiare: è questa la frase che campeggia su molti profili, blog e account social di amici e colleghi blogger. E anche noi abbiamo deciso di crederci in pieno e di crogiolarci in piacevoli tour virtuali, fino al momento in cui potremo sentire ancora sulla pelle il vento dai finestrini di un’auto lanciata lungo un viaggio on the road, fino a che il profumo di un mercato o il gusto di un piatto mai provato non ci renderà ancora ebbri di gioia, ed il suono di un nuovo dialetto non farà vibrare al contempo i timpani e le corde dell’anima.

Dove ci piacerebbe andare in Italia, appena si potrà? Ecco le tappe che più ci stuzzicano e gli itinerari tutti italiani che ci incuriosiscono maggiormente 🙂

Lago di Varese – Foto by @UnaNuovaMeta

A casa in Italia: la Varese che abbiamo lasciato

La città di Varese ha per noi un valore affettivo particolare – era il luogo dove vivevamo prima di trasferirci a Malta quasi due anni e nel quale siamo rientrati, dopo l’avventura – e di lei amiamo il suo fascino città a misura d’uomo: è immersa in un territorio di laghi, colline verdi, fiumi e montagne, e nei suoi confini custodisce centri storici incredibilmente graziosi, paesini pittoreschi, luoghi d’arte, siti religiosi e strabilianti ville d’epoca. Uno di quei mix tipicamente italiani che sorprende ad ogni passo.

Cosa ci piacerebbe fare o ri-fare in quel di Varese? Ci piacerebbe tornare sederci al fresco dei giardini di Palazzo Estense, la “Versailles di Milano” – così chiamata niente meno che Stendhal per motivi che si intuiscono immediatamente entrati nella residenza – e sentire addosso gli schizzi d’acqua delle sue maestose fontane. Vorremmo vedere una per una tutte le ville d’epoca della provincia, come Villa Panza o Villa Toeplitz, una di quelle bellezze che essendo “sotto mano” abbiamo ignorato, come spesso purtroppo capita.

Vorremmo passeggiare per il centro città fatto di viuzze piastrellate e disseminato di portici e caffè storici. Fermarci per una colazione lungo Corso Matteotti, vagare mollemente tra i vicoli sbirciando tra le vetrine dei negozi e lasciare che lo sguardo si lasci rapire dai palazzi storici che colorano le strade della città: momenti semplici che rappresentavano un tipico pomeriggio di relax e shopping per i varesini, ma che assumono ora i contorni di un miraggio.

E dopo essere andati a caccia di tutti i cortili che si celano dietro i portoni d’epoca del centro, potremmo fare un salto alla Rocca di Angera o al Monastero di Santa Caterina a picco sul lago e tremendamente suggestivo. Ci piacerebbe poi inerpicarsi nuovamente sulle coste del Sacro Monte di Varese, custodito tra i rilievi del Parco Regionale del Campo dei Fiori, un luogo dove la spiritualità si mescola con la stupenda sensazione di un bagno nella natura più incontaminata.

Oppure scorrendo lungo la ciclovia che percorre tutto il perimetro del Lago di Varese, essere sorpresi ogni pedalata dai piccoli tesori che punteggiano le sue coste: chiesette campestri, paludi e oasi incontaminate, parchi verdissimi, isolette disabitate. La conclusione perfetta di una giornata a Varese sarebbe poi quella di godersi uno di quegli infiniti tramonti che sanno colorare le acque del lago di tinte sempre diverse capaci di rasserenare magicamente i sensi. Puoi averne visti mille, ma non ce n’è mai stato uno uguale all’altro.

Valle D’Aosta – Foto by @UnaNuovaMeta

I Borghi più belli d’Italia: Bard ed il suo forte

Decidere quali tra le bellezze d’Italia ci incuriosiscono di più è una scelta difficile se non impossibile. Ma, volendo percorrere da nord a sud la penisola in questo gioco di curiosità e ricordi, metteremmo sicuramente il borgo di Bard ed il suo Forte tra le attrazioni “must-see” per quando torneremo a viaggiare. Ne abbiamo sempre letto ed abbiamo visto di lui decine di fotografie, ma che non abbiamo mai avuto il piacere di conoscere di persona.

La Val D’Aosta ci ha già ospitati tra le sue vette in occasione di un weekend lungo a Cogne, e sappiamo quanto sa essere assolutamente attraente. I monti poi sono proprio una delle cose che più ci è mancata dell’Italia, quando ci siamo trovati a trascorrere due anni fuori confine in un’isola nel mezzo del Mediterraneo: abbiamo scoperto di avere la montagna scritta sulla pelle, essendo nati e cresciuti tra colline e paesaggi montani.

Siamo curiosi di sapere che sensazione dà attraversare il ponte sul fiume che Hône arriva a Bard, per trovarsi poi faccia a faccia con il Forte e lasciarsi trasportare in un passato lontano dalla sua aura medievale. E che panorama meraviglioso sulle campagne circostanti si godrà dalla posizione privilegiata della fortezza?

Informandoci su Bard, siamo finiti a sbirciare tra le pagine del sito web de I Borghi Più Belli D’Italia, ricordandoci in un istante di quanti sia immensa la bellezza della nostra nazione: sono ad oggi quasi 300 i paesini iscritti tra i borghi più belli, ma sappiamo bene che essi sono solo i rappresentanti di un’Italia fatta di atmosfere ferme nel tempo, tradizioni ed autenticità, ricette regionali e orgoglio paesano. Quasi un sogno, ma ben vivo e concreto, che ora come mai, capiamo perché gli stranieri facciano a gara per ammirare.

A proposito, intanto che siamo in Val D’Aosta, perché non fare un salto anche a Etroubles, il cosiddetto “museo a cielo aperto”?

Il Piemonte e le sue vigne: itinerari di gusto in Italia

Scendendo di poco lungo le latitudini italiane, è un tuffo nel gusto a stuzzicare il nostro fervore da viaggiatori: l’Italia è sapori che esplodono nel piatto, è profumi che inebriano le narici suscitando ricordi e sensazioni profonde, è l’oro ed il rosso porpora dei suoi vini, tra i migliori al mondo. Dopo aver avuto la fortuna di essere capitati in Piemonte un paio di volte qualche mese fa, una delle quali proprio in occasione dell’evento Vendemmia a Torino, ci è venuta un’irrefrenabile voglia di approfondire l’affascinante universo dell’enogastronomia.

Ci ha colpiti tantissimo la passione con la quale i coltivatori curano le loro terre, la foga con la quale i produttori illustrano le peculiarità dei loro vini e il fermento che regna attorno al mondo degli accostamenti culinari tra una certa etichetta ed un certo piatto regionale. Quanto sarebbe bello lanciarsi anima, corpo, e papille gustative alla scoperta delle Langhe, del Roero o del Monferrato e di tutte le strade dei vini piemontesi? Indugiare tra Alba, Asti, il Castello Faletti di Barolo e gli altri castelli che dominano le vigne coltivate pronte a regalare i loro succulenti frutti? Ci brillano gli occhi solo a pensarci, per non parlare dell’acquolina in bocca.

I laghi d’Italia, parte del nostro vissuto

Come già detto, Varese è praticamente circondata da laghi: tra piccoli e grandi, conosciuti e meno noti, è detta a ragion veduta la “regione dei sette laghi”: va da sé che il panorama lacustre è stato davanti ai nostri occhi infinite volte, e che ci sentiamo un po’ intimamente legati alle atmosfere tipiche dei paesi di lago. Tra noi e loro c’è stato in passato un rapporto amore e odio a dire il vero, per quegli specchi d’acqua splendidi ma chiusi in confini troppo delimitati, con emozioni in bilico tra l’idillio e la percezione di limiti troppo ristretti. Ma non possiamo che confessare, dopo un periodo di vita lontani da loro, l’innegabile fascino che esercitano su di noi lo splendore di paradisi come le Isole Borromee o la pace che si gode sulle sponde di Bellagio, Varenna o Gera Lario sul Lago di Como.

Abbiamo iniziato l’anno con i panorami del Lago Maggiore nelle pupille, guardandoli dai bob adrenalinici di Alpyland, sul Mottarone, avendone per fortuna un assaggio in questo 2020. E saremmo incredibilmente entusiasti di proseguire il viaggio tra i laghi del nord Italia, spostandoci da lì verso est, per conoscere meglio il Lago D’Iseo ad esempio, o per tornare a guidare lungo il perimetro del Lago di Garda: dopo essere stati già stregati da Sirmione ed il suo Castello Scaligero, esserci divertiti come bambini nei parchi divertimenti del sud est del lago, ed esserci sciolti senza rimpianti nel calore delle terme di Lazise, ci piacerebbe molto spingerci nel Garda Trentino, che ci ispira avventure in mountain bike, trekking tra il blu del cielo e quello del lago, escursioni in barca a vela e ovviamente tante tante prelibatezze squisite. Ci ispira insomma tutto il meglio del Trentino, che già amiamo alla follia.

Moneglia – Foto by @UnaNuovaMeta

Piacevoli ricordi del mare italiano: Moneglia e la Liguria

La Liguria l’abbiamo scoperta campeggiando sulle sue coste. I panorami marinari della regione sanno essere ancora più ammalianti quando visti dall’oblò della tua tenda quechua picchettata a pochi metri dalle onde che si infrangono sulle rocce delle scogliere liguri.

Come descrivere a parole la maestria di un Golfo come quello di Moneglia, quando la luce dell’alba bussa alle sue porte? Come definire quel sentimento che fa accelerare il battito del cuore al cospetto di Monterosso e delle sue sorelle che formano Cinque Terre?

La liguria è paesini arroccati sul mare, è lidi dal sapore vacanziero come Varigotti o Alassio, è paesini dalle case colorate come Boccadasse, è la Genova dei carruggi dove gironzolare gustando focaccia ligure o farinata di ceci. E’ uno dei luoghi dove più ci piacerebbe tornare, nel momento in cui l’hashtag #iorestoacasa potrà tornare ad essere #ripartodallitalia.

Paesaggio in Toscana – Foto by @UnaNuovaMeta

Rivivere la Toscana e sconfinare in Umbria: l’italia delle dolci colline

Non crediamo esista qualcuno che dinanzi alle crete senesi o a borghi come Pienza o Montepulciano non sia caduto vittima di un incantesimo senza scampo: un innamoramento fulminante per queste terre da quadro bucolico. Un on the road tra le crete senesi, lento e denso di stupore, ecco cosa ci piacerebbe vivere durante un viaggio in Toscana. Immersi senza pensieri tra le Terme di Chianciano o di Bagno Vignoni, tra pecorino di Pienza e Brunello di Montalcino, tra cantucci e borghi medievali. Vorremmo gustarci le sue atmosfere girando su noi stessi a 360° per cogliere tutta la spettacolarità di Piazza del Campo, guardando il cielo dall’interno di una chiesa nell’Abbazia di San Galgano e brindando poi al viaggio ed al suo potere immenso di cambiare le vite, ammirando i colli dall’alto delle mura di Monteriggioni.

Il sogno di viaggio è quello di vivere la Toscana più vera e, perché no, sconfinare in Umbria, terra che mai abbiamo esplorato a fondo. Passare il confine toscano per trovarci per la prima volta sul Lago Trasimeno, sulle rive di Castiglione del Lago, ed essere travolti da milioni di luccichii provenienti dalle onde. Sarebbe fantastico dedicarci un pranzo vista lago, prima di proseguire verso il centro di una città, Perugia, che pur avendoci sempre incantato nei racconti non è mai comparsa purtroppo nei nostri itinerari. Ma un bacio artigianale perugino non potremmo farcelo certo scappare!

Prima di proseguire per la città di San Francesco, Assisi e continuare per la curiosa Gubbio, dove non faticheremmo di certo ad ottenere la “patente del matto” 🙂 Sarebbe perfetto poi capitare nei pressi Spello verso giugno, in occasione della sua Infiorata, per restare ammutoliti, o fare scorta di bellezza tra Foligno e Bevagna.

Comacchio  – Foto by @UnaNuovaMeta

Emilia Romagna: una regione italiana di lidi e luoghi incantati

L’Emilia per noi è un altro dei luoghi del cuore. Parte della nostra famiglia si trasferì lì per amore, nell’elegante e raffinata città di Ferrara, per le cui vie mille volte siamo passati ma che forse mai abbiamo visitato da “turisti”: forse delle volte giova un sano tour guida turistica alla mano, anche e soprattutto in luoghi che pensiamo di conoscere. Cosa si cela esattamente dentro alla sale del Castello Estense o dietro le pareti del Palazzo dei Diamanti non ci è del tutto chiaro, perché non ci siamo mai intrufolati troppo oltre le loro soglie con la curiosità morbosa di chi raggiunge Ferrara solamente per esplorarla.

Inoltre, di Ferrara amiamo alla follia i suoi lidi: ci manca da impazzire l’attraversare i mille ponticelli di Comacchio o il clima vacanziero – così romagnolo da commuovere – che si respira tra il Lido degli Estensi o Porto Garibaldi. L’Emilia Romagna poi è anche entroterra, è il Duomo medievale di Modena, è l’atmosfera notturna di Piazza Maggiore a Bologna ed il suo frizzante clima studentesco, è Ravenna e le sue basiliche.

E’ anche rappresentata dalle zone boschive dell’Appennino tosco-romagnolo e dalle scenografiche Foreste Casentinesi, dal Labirinto della Masone di Fontanellato, a Parma, che ora che abbiamo scoperto vorremmo subito affrontare con indomito coraggio 😛 Un luogo dove perdersi e ritrovarsi, una bella metafora del periodo che stiamo vivendo proprio ora. 

I tratti tipici della sua Rimini poi, delineano alla perfezione il carattere della regione: una città che sa di ospitalità, salsedine e relax estivo, ma anche di opere artistiche, buon gusto e puro piacere di stare a tavola insieme. Tutto ciò che ora come ora insomma ci manca così tanto. L’abbiamo vista l’ultima volta in occasione del TTG 2019, e pensare a quei momenti di convivialità, nuovi amici e nuove esperienze ci commuove davvero.

E vi abbiamo mai parlato di quando ci siamo ritrovati in un villaggio di yurte nel cuore dell’Emilia Romagna? Più che un luogo incantato, più che un sogno ad occhi aperti. Merita un approfondimento a sé 🙂

Il Veneto, tra ricordi d’infanzia e nuove scoperte

Il Veneto è uno dei luoghi affacciati sull’Adriatico per noi simbolo di vacanze estive. Un simbolo di tempi estivi spensierati, tra le spiagge di Jesolo e Bibione. Ma è anche il ricordo di quando per la prima volta metti piede a Venezia e rimani di stucco, perché ti avevano detto che era bella, ma non ti aspettavi potesse esserlo così tanto. E’ il luogo in cui i colori di Murano e Burano ti convincono che sì, devi essere in una fiaba o nel mezzo di un set cinematografico, perché non può esistere nella realtà un posto altrettanto grazioso.

E’ un territorio che ha fatto delle esperienze più autentiche un must, affondando nel turismo esperienziale le radici di una filosofia che permette di vivere ogni destinazione tanto appieno da sentirsene parte integrante. L’ultima volta che siamo stati in Veneto è stato proprio in occasione della Bitesp, la fiera del turismo esperienziale tenutasi a novembre proprio nel cuore di Venezia.

Turismo lento, autenticità ed un assaggio dei territori a piccoli morsi: è forse proprio dalle esperienze più local, dalle botteghe aperte degli artigiani, dalla scoperta di sapori caserecci, dagli antichi mestieri e dalle creazioni dei piccoli produttori che si dovrà ripartire, in un non meglio definito “dopo emergenza”?

Colosseo – Craig Zdanowicz, Unsplash

Non puoi vedere l’Italia senza vedere Roma

A questo punto di questo virtuale itinerario in Italia dobbiamo confessare una cosa: Alessandro è una delle poche persone al mondo a non aver mai visto Roma. Questo paragrafo si può chiudere qui.

Sarebbe superfluo dire quanto a ciò è necessario rimediare quanto prima sarebbe inutile tentare di descrivere un territorio come quello della bella Capitale, tanto denso di opere artistiche, architettoniche, religiose e storiche da lasciare estasiati in una sorta di sindrome del già citato Stendhal.

Spiaggia delle Due Sorelle – Fonte: Massimiliano Morichi,Pixabay 

Scoperte continue: le Marche, chi l’avrebbe mai detto?

Le Marche sono una di quelle regioni in cui forse i più non sanno collocare esattamente i principali luoghi di interesse, confondendone le aree in un generico “centro italia” o individuandone con certezza solo le zone marittime come Pesaro, meta di un piacevolissimo soggiorno al mare di ormai molti anni fa, o Ancona. O forse questa era la nostra percezione, e recitiamo un lungo mea culpa in merito 😛

Avendo conosciuto colleghi blogger espertissimi in questa regione, e complice la nostra voglia di conoscenza sempre ben accesa, abbiamo approfondito l’argomento e ci siamo ci siamo resi conto che è proprio nei confini della regione Marche che sorgono sia il Tempio del Valadier, la chiesa nella roccia iconica ed imperdibile, che borghi come la celebre Recanati o Offagna, anch’essa parte dei Borghi Più Belli d’Italia. Ci siamo ricordati che con un itinerario tutto marchigiano potremmo sia fare hiking nella natura sui Monti Sibillini o tra i rilievi del Monte Conero che sdraiarci ad ammirare le sfumature dell’Adriatico su spiagge incantate come la Spiaggia dei Sassi Neri. E sia riflettere con rispetto sullo sentimento religioso che impregna Loreto ed il suo Santuario che godere del sole sorvegliati dalle Due Sorelle della spiaggia omonima. E mangiare da dio, come un po’ ovunque in Italia.

Perché ci piace questa scoperta? Perché ci sa di quell’Italia caleidoscopica e sorprendente, di quei fuori rotta che portano nel nostro Paese sempre e comunque nel bel mezzo della bellezza più assoluta. Una caratteristica tutta italiana insomma: qualunque strada si prenda, c’è sempre qualcosa che valeva la pena vedere.

Splendida foto della nostra amica blogger LaValigiaInViaggio

Il Sud Italia (quasi) tutto ancora da scoprire

Sono moltissime le zone del Sud dello stivale che mancano nella nostra scratch map italiana. Ebbene sì, siamo stati capaci di saltare da Milano a Malta, senza dedicare al meridione tutte le attenzioni che senza ombra di dubbio merita. Potremmo scrivere 10 articoli su tutti i luoghi del sud del Bel Paese che vorremmo rivedere o soprattutto quelli che vorremmo vedere per la prima volta. Non basterebbe un paragrafo dedicato ad ogni regione, non basterebbe un post dedicato ad ogni singolo luogo.

Possiamo dire che siamo ancora in attesa di poter accettare in numerosi inviti in Puglia da parte di colleghi e amici blogger che ci hanno fatti incuriosire fino a non poterne più, con i loro racconti di questa regione eclettica e carica di uno charme senza tempo? Possiamo dire che vogliamo, anzi dobbiamo, al più presto provare l’emozione di dormire come in una favola protetti da un trullo e quella di assaggiare il polipo arricciato alla pugliese? Vorremmo assaggiare anche gli oli della Valle D’Itria ed essere abbagliati dal candore di Ostuni. Ci piacerebbe essere sbalorditi dal paesaggio delle gravine pugliesi e percorrere in lungo e in largo la Penisola Salentina. Vedere coi nostri occhi Monopoli, Bari e Vieste, e farle uscire dai racconti per trasformarle in ricordi pulsanti.

Ci divertiamo a pianificare un itinerario senza fretta tra Abruzzo e Molise per gustarci in un colpo solo sia splendori come Rocca Calascio o la magica Costa dei Trabocchi e senza riprendere fiato buttarci poi a capofitto tra Termoli e le vie di Campobasso, per spingerci poi sempre più nell’entroterra e godere della magnificenza fatata del Santuario dell’Addolorata a Castelpetroso o dello scenario di Castel San Vincenzo e del suo lago.

Matera – Fonte: Chatst2, Pixabay

Vorremmo finalmente addentrarci tra le rovine di Pompei o quelle di Paestum, perché è una vergogna non esserci mai stati, e percorrere magari il Sentiero degli Dei, tra la Costiera Amalfitana e quella Sorrentina. Vogliamo parlare di quanto sarebbe sconvolgente ritrovarsi al cospetto della Reggia di Caserta o tornare finalmente ad immergerci nelle terme ischitane? Sentiamo già il profumo del caffè a Napoli, e ci sembra di poter toccare con mano i colori delle case arroccate a picco sul mare di Positano.

Vorremmo varcare i confini della Basilicata ed essere colpiti al cuore dall’originalità di Matera, o scoprire quanto è blu il Tirreno dalle spiagge di Maratea. Ci rendiamo conto di quanto di bello ci manca da vedere dell’Italia riflettendo sul fatto che non abbiamo mai visto l’Isola di Capo Rizzuto in Calabria, i Parchi Nazionali della Sila o del Pollino e non abbiamo ancora avuto l’onore di essere folgorati dai profumi della Riviera dei Cedri.

Insomma, niente da aggiungere. Dovremmo dotarci di un’auto magari perché no un Maggiolone vecchio e borbottante e lasciarci andare lungo le vie del sud. 

Per inebriarci di mediterraneo ed italianità pura e semplice, quella insomma che più ne hai e più ne vuoi, quella che tutti ci invidiano e che lascia letteralmente ammaliati.

E imbarcando la stessa su un traghetto dovremmo poi sbarcare anche in Sardegna, perché una nuova confessione ci porta ad ammettere che metà della coppia – questa volta Deia – non ha mai messo piede in questa regione: come si può vivere sapendo di non aver mai visto di persona l’Arcipelago della Maddalena o di non essere mai saliti sui fianchi del Gennargentu? Un itinerario in Italia non si potrebbe dire completo senza essersi rifatti gli occhi sulle bellezze delle sue isole.

Cefalù – Scatti di una Sicilia meravigliosa, che ci arrivano direttamente dalla nostra amica Serena, siciliana trapiantata a Malta.

Dove andare in Italia? Alla scoperta delle nostre origini: l’Italia nel DNA

Non ci siamo dimenticati della Sicilia, o dei Friuli o di tutte le altre bellezze della Lombardia. Semplicemente, le abbiamo direttamente nel sangue: le nostre splendide origini miste mescolano la sicilianità più pura dell’entroterra di Enna con la polenta milanese, e frullano il Friuli Venezia Giulia con la bergamasca, per un’esplosione di tradizioni, lingue e dialetti tra loro pressoché incomprensibili eppure in grado di coltivare amori fusion.

Andare alla scoperta delle nostre origini è uno dei piani più belli, e che ci carica più di entusiasmo.

Vorremmo rivedere Bergamo Alta, vista una sola volta troppo tempo fa: prendere la funicolare che collega Bergamo Bassa alla Città Alta e prendere un caffè nel salotto della Piazza Vecchia, passare da un porticato all’altro e guardare con ammirazione ogni singolo palazzo storico che la compone. Ci piace l’idea di organizzare un giorno non lontano un mega tour del Friuli, per ripassare da Trieste e questa volta godercela per bene, per capire il perché della particolarità del territorio del Carso. Per gustarci sia la pace di Cividale del Friuli che il grido selvaggio della natura nelle Dolomiti Friulane e della Carnia.

Vorremmo passare dallo studiare Milano in ogni suo dettaglio, magari accompagnati da una guida professionista per cercare di vederla davvero con gli occhi di chi non l’aveva mai conosciuta prima, al tuffarsi tra pupi e cannoli, per farsi entrare sotto pelle una regione incredibilmente viva e tremendamente affascinante come la Sicilia. Di cui metà coppia capisce il dialetto e metà no, di cui entrambi abbiamo visto troppo poco o quasi niente: vogliamo ammutolire nella Valle dei Templi di Agrigento, passeggiare a Palermo con un arancino (o arancina, dibattito senza fine) in mano, perderci tra le vie barocche di Ragusa Ibla o di Ortigia o andare a trovare lui, l’Etna, indomabile e grandioso.

Marzamemi – Scatto di Serena,  nostra cara amica, siciliana DOC ora expat a Malta

E quindi? quindi Torneremo a viaggiare

Quindi, siamo innamorati. Perdutamente. E nemmeno ce ne rendevamo così tanto conto.
Questo articolo è contro ogni logica di scrittura, di SEO, di lunghezza raccomandata e di query intelligenti. E’ assolutamente estemporaneo e senza senso, pieno solo di emozione e – fosse stato di carta – di qualche alone di lacrimuccia versata scrivendolo. Una personale ode a quanto amiamo la nostra Italia, che pur abbiamo abbandonato e riabbandoneremmo con pochi indugi per viaggiare nel mondo senza termine di ritorno. Che adoriamo e odiamo, come tutti, che sappiamo fatta anche di contraddizioni e difetti, come tutti. Ma che non possiamo che amare senza condizioni.

Sappiamo essere forse difficili da capire questi sentimenti che sembrano contrastanti, ma semplicemente il legame con la nostra nazione è un legame di sangue, come quello tra genitori e figli: sentiamo sempre un’appartenenza reciproca, che ha radici nel più profondo, e che nessuna distanza può spezzare.

Un’appartenenza che specialmente quando le siamo stati lontani ci ha fatti sentire orgogliosi portatori di un tricolore fatto di cultura delle più dense e variopinte, di radici ben salde e di passione, quella di pancia. Fatto di tradizioni antichissime ed arte allo stato puro, di cibo da leccarsi i baffi e di amore incondizionato.

Insomma noi, noi ricominceremo dall’Italia. E voi?
#ripartodall’italia