Trento aleggiava tra le mete invernali più ambite da un po’. Il richiamo di mercatini natalizi, odore di vin brulé e piccoli bellissimi prodotti artigianali era un canto delle sirene che si faceva sentire sempre più forte. Impossibile dire di no. Io ed il mio fedele compagno di viaggi (nonché fidanzato, nonché fotografo ufficiale 🙂 ) visitiamo Trento per la prima volta in un gelido Gennaio, reduci da una scorpacciata di montagna tra Andalo e Molveno (non hanno bisogno di presentazioni, due perle di incredibile bellezza!)

Quale modo migliore per apprezzare le tipicità e le atmosfere di questa città che immergersi nell’irrefrenabile gioia natalizia durante periodo dei Mercatini?
Per quelli di voi che appartengono alla fazione degli haters del Natale, ovviamente suggerirei tutt’altra stagione, perché la “magia natalizia” tra Dicembre e Gennaio specialmente in queste zone impregna davvero ogni angolo, ogni piazza, ogni vetrina, ogni locale, ogni prodotto, ogni persona, non c’è scampo 😀
Chi invece ama follemente queste atmosfere, cadrà in un’estasi mistica, rapito da biscottini allo zenzero, musichette festose e palline rosse e luccicanti. Il Trentino è senza dubbio il posto perfetto per godersi appieno tutto ciò che questa stagione di neve e cioccolate calde può regalare.

Ma come sfruttare al meglio una giornata nel capoluogo del Trentino Alto Adige? Ecco i nostri consigli!

5 cose da fare a Trento in in giorno

PASSEGGIARE PER LE SUE VIE

Gironzolare senza meta per le vie di una città è senza dubbio il modo migliore per imparare a conoscerla. Intrufolarsi tra vie e viuzze, prendere strade secondarie perdendosi ogni tre passi, sbirciare nelle vetrine dei negozi. Osservare la gente che passeggia, che lavora, che vive lì e si muove veloce e sicura tra le strade con una meta precisa, al contrario di te che cammini lentamente e ti guardi attorno curioso e ammirato. Trento si lascia esplorare in una splendida giornata di sole. Il sole invernale, quello che riesce a malapena a scaldarti la punta del naso mentre sei avvolto da strati di pile e dalla tua bocca escono nuvolette di fumo. Quello che spunta per poche ore dandoti la possibilità di stare all’aria aperta a crogiolarti nel suo tepore e poi scivola lentamente dietro le montagne allungando i suoi raggi su piazze e monumenti in lunghi e sublimi tramonti dorati. Trovo che l’inverno abbia un tocco di magia unico e che ogni luogo assuma un fascino particolare immerso nell’aria gelida e dipinto di luci calde e aranciate (non per niente adoro i panorami del nord europa). Trento è semplicemente perfetta nella luce invernale. Viene voglia di passeggiarci per ore, per non perdersi nemmeno uno dei suoi scorci, dei suoi palazzi antichi, delle sue chiesette.

GODERSI LA BELLEZZA DI PIAZZA DUOMO

Piazza Duomo è tra le piazze più belle e maestose che abbiamo mai visto. E’ grande, luminosa, ampia, colorata ed incredibilmente accogliente.
Appena svoltiamo per la piazza, veniamo subito colpiti dai colori stupendi delle Case Cazzuffi-Rella, due palazzi attigui risalenti al XVI secolo, affrescati in maniera molto particolare con personaggi leggendari e storie legate al mondo pagano. Lo guardo da lì poi si apre verso alti e stretti edifici dai colori pastello, dall’architettura caratteristica (posso dire mi ricordano vagamente le casette di Amsterdam?). Sono adorabili e sono una perfetta cornice per questo angolo di Trento. 

La piazza racchiude in sé diversi gioielli, sia storici che religiosi.
La Cattedrale di San Virgilio, il Duomo di Trento, è dedicata al santo patrono della città: risale al XIII secolo ed è splendida e maestosa, sia all’esterno che nei suoi interni.
Il Palazzo Pretorio edificato attorno al 1220 fu residenza vescovile, oltre che di Comune, Podestà e Tribunale ed è oggi sede stabile del Museo Diocesano Tridentino. Adiacente ad esso c’è la Torre Civica, che un tempo fu usata anche come prigione cittadina, ma che oggi invece svetta pacifica ed elegante tra le bellezze di Piazza Duomo.
Mentre queste meraviglie delimitano magnificamente i lati della piazza, al suo centro sorge la Fontana del Nettuno, una splendida fontana del XVIII secolo raffigurante tritoni e creature marine.

Se queste bellezze fanno bene agli occhi singolarmente, diventano qualcosa di letteralmente spettacolare se ammirate nel loro insieme. Non è uno scorcio stupendo?
Si rimarrebbe davvero a gironzolare senza fretta per la piazza all’infinito, per poterla ammirare da ogni angolatura. E’ incantevole ed ha un qualcosa di perfetto. L’unica motivazione che può spinge a spostarsi da lì sono loro…

I MERCATINI !

Quasi inutile presentarli, la loro fama li precede. Protagonisti indiscussi di Trento in inverno, tappa obbligata per chi visita la città in questo periodo. Io ero a dir poco curiosissima di vederli, dopo tanto averne sentito parlare. Oltretutto, non avevo mai visitato dei mercatini di Natale diciamo “ufficiali”, quelli più famosi ed importanti insomma, senza nulla togliere agli infiniti piccoli agglomerati di bancarelle a tema che popolano tutte le città, che sono comunque molto suggestivi. Per me insomma i mercatini di Trento erano tra i “big”, e poterli vedere di persona è stata un’emozione unica!
Piazza Fiera e Piazza Cesare Battisti tra gli ultimi giorni di Novembre ed il 06 Gennaio vengono invase da decine di piccole casette in legno.
La tradizione del mercatino natalizio ha origini antiche che affondano le radici nella Germania del XIV secolo, per arrivare sulle nostre Alpi in tempi più recenti. Si narra derivino dalle consuetudini popolari legate al mondo contadino, dalle produzioni artigianali nate davanti al camino nei periodi di riposo nei campi: maglioni in lana, ceste, frutta secca, nel periodo invernale si approfittava dell’impossibilità di lavorare all’esterno per produrre quanto necessario alla famiglia nei mesi più freddi. E’ breve il passo verso lo scambio anche al fuori del nucleo familiare, guidato da valori di solidarietà e scambio. La storia si evolve verso la creazione di veri e propri mercati dove c’era chi metteva a frutto le proprie abilità artigianali, e chi invece con qualche possibilità in più riusciva ad acquistare ottimi prodotti e doni natalizi.
Non sentite anche voi lo scalpitio dei fuochi accesi nei camini? Non sentite il chiacchiericcio di queste famiglie raccolte davanti al focolare? Non vedere quelle mani sapienti all’opera che creano sculture in legno, sciarpe in lana e prelibatezze culinarie? Passeggiando tra le bancarelle dei mercatini di Trento si può fare un emozionante bagno in queste tradizioni che scaldano il cuore. Si può assaporare tutta la tradizione trentina e percepire il suo mélange di popoli e culture, che ha prodotto un’esplosione di gusti, colori, buon cibo ed artigianato, quello più autentico.

Sono quasi 100 gli espositori che oggigiorno riempiono le piazze di Trento, con  lavorazioni tanto particolari quanto belle…o buone 🙂  Respirare aria di artigianato è sempre meraviglioso, è bellissimo osservare come legno, fiori, vetro, lana, miele e infinite altre materie prime vengano modellate da abili menti e da abili mani per creare oggetti unici ed irripetibili. Ci si riesce davvero a stupire osservando queste piccole meraviglie, e ammirare la creatività e l’anima dei loro creatori trasformata in qualcosa di tangibile. Chi abbia mai provato a realizzare qualcosa di “fatto a mano” sa bene quanta passione e quanto amore (e quante ore) occorrono, e come una parte di sé rimanga come impressa per sempre  in ogni singola opera.
Dobbiamo ammettere però che forse la cosa che ci siamo divertiti di più a fare ai Mercatini è stata una…mangiare!!! Ragazzi, non esageriamo se diciamo che abbiamo assaggiato lì alcuni dei piatti più buoni mai provati nella vita!  Nonostante il freddo intenso (molto intenso) siamo rimasti ore a camminare avanti e indietro per le bancarelle di prelibatezze trentine, provando praticamente tutto il provabile (più volte :P). Avete mai gustato gli strauben? O  il grostl?  O la polenta carbonera?
Cosa sono?  Ecco, il termine  “Paradiso in Terra” non basta a rendere l’idea! 😀
Ovviamente, il tutto annaffiato dal del buon vino caldo speziato 😛

CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO

In posizione leggermente sopraelevata rispetto alla città si trova il Castello del Buonconsiglio, che fu costruito su un rilievo roccioso nel XIII secolo. E’ formato da diversi nuclei di edifici risalenti ad epoche diverse, e come ogni buon castello che si rispetti è circondato da una cinta muraria. Come spesso accade a questi edifici dalla vita plurisecolare, durante il corso degli anni il castello ha avuto diverse funzioni, da residenza vescovile a caserma. Noi non riusciamo a visitarlo all’interno per scarsità di tempo, e ci limitiamo a gironzolare nei suoi spazi esterni.
Constatiamo subito che la magia del Natale non ha risparmiato nemmeno questa fortezza 😉I giardini sono curatissimi e sono luogo ideale per una sosta rilassante tra loggiati e fontane. Inoltre da qui si gode di una bellissima vista sulle montagne circostanti.

Riusciamo dai giardini ad accedere anche ad una parte interessante ed un po’ inquietante del castello, ovvero le prigioni. Furono ricavate da una loggia che un tempo si apriva sul giardino e che fu invece trasformata in luogo di isolamento e condanna. Diverse persone furono tristemente “inquilini” di queste stanze, e scopriamo che anche Battisti, Filzi e Chiesa, protagonisti delle lotte per l’indipendenza e dell’irredentismo italiano furono qui imprigionati, processati e condannati a morte.
Fa sempre un certo effetto entrare nelle stanze delle carceri e spesso capita di visitarne in viaggio (dato che purtroppo la storia è permeata di guerre, prigionieri e tristi vicende). Fa venire sempre i brividi entrare in quelle celle anguste e pensare che un tempo qualcuno lì ci ha trascorso anni, e che quella piccola porticina che noi vediamo aperta e dalla quale possiamo entrare e uscire a piacimento era invece serrata, sempre. Quello che fa ancora più riflettere è chiedersi se chi è stato condannato a questa fine aveva davvero colpe oppure era solo in contrasto rispetto a governi repressori o alle idee di qualcuno più potente in quel momento… A volte una sola delle due ipotesi, a volte entrambe, in ogni caso mette i brividi pensarci.
Uscendo da lì, direi che si sente netta la contrapposizione tra l’atmosfera delle celle e lo sfarzo delle enormi palline rosse natalizie del giardino ;D Ehh, i contrasti della vita.
Per lasciarsi alle spalle le lugubri prigioni e prendere una bella boccata di aria fresca, un’ottima idea è salire a vedere il mondo da un punto di vista…più elevato 😉 

FUNICOLARE

Per la serie “forse non tutti sanno che” (non non lo sapevamo! ;P ) a Trento c’è una funivia 🙂 
A 200 metri circa da piazza Dante, in direzione del fiume Adige, si  trova la funivia che collega il centro di Trento con la sua frazione Sardagna. In pochi minuti la funicolare si arrampica sul Monte Bondone, offrendo secondo dopo secondo una visuale su Trento sempre più mozzafiato! 
Una volta arrivati alla stazione superiore della funicolare, ci si può affacciare verso la valle, per lasciarsi completamente rapire dal panorama incredibile che ci si trova davanti agli occhi!  Non pensavamo di poterci godere una vista del genere sulla città, e siamo rimasti un tempo infinito ad osservare ogni dettaglio di una Trento improvvisamente minuscola e lontana: si possono riconoscere da lì i profili dei principali punti di interesse, e scorgere anche le casupole dei mercatini da un punto di vista molto insolito. 

Questa vista da cartolina è stata la conclusione ideale della nostra splendida giornata a Trento 🙂
Finalmente l’abbiamo vista! Finalmente abbiamo visitato i suoi straordinari mercatini! 

Il nostro tour tra le Dolomiti ci ha fatto scoprire tre gioielli di incredibile bellezza: Andalo, Molveno e infine Trento. Inutile dire che i nostri occhi e le nostre papille gustative sono tornate a casa con ricordi magnifici, e decisamente soddisfatti 😛 
Il souvenir più bello che ci siamo portati a casa? L’amore spassionato per quelle meraviglie e l’incredibile voglia tornare al più presto da quelle parti per godere della loro bellezza ancora e ancora…