La Valmalenco è tra le destinazione ideali per un weekend invernale immersi tra i più seducenti piaceri della montagna. Si estende alle spalle di Sondrio, incastonata tra i suggestivi scenari della Valtellina ed abbracciata da imponenti gruppi montuosi che le fanno da perfetta cornice: il Bernina, il Monte Disgrazia ed il Pizzo Scalino.

È una meta d’elezione per tutti coloro che adorano gli sport d’alta quota, non solamente chi pratica sci o snowboard, ma anche di chi ama cimentarsi nello sci alpinismo, nel trekking tra i verdi sentieri montani e nelle lunghe ciaspolate sulla neve: le opportunità per memorabili escursioni in Valmalenco non mancano di certo e la valle offre occasioni di svago outdoor davvero adatte a tutti.

Ci è capitato più volte di non resistere al richiamo dei monti e sul finire di un gelido inverno di qualche tempo fa, abbiamo organizzato un weekend fuori porta tra neve, ciaspolate e ottimo cibo: la meta prescelta è stata proprio la Valmalenco, più precisamente Alpe Campagneda, in cui abbiamo trascorso due giorni ospitati dal Rifugio Ca’ Runcasch, a quota 2’170 metri s.l.m.

Ma come organizzare un weekend perfetto in questi scenari? E come scegliere il rifugio migliore?

Ecco qualche suggerimento utile e qualche spunto per escursioni con le ciaspole in Valmalenco davvero indimenticabili.

Valmalenco: come organizzare il weekend al meglio

Quando si decide di trascorrere un fine settimana ad alta quota il primo passo da fare è selezionare l’alloggio migliore che soddisfi le proprie esigenze e che si trovi in una posizione strategica in base alle esplorazioni che si ha in mente di godersi.

Per farlo noi ci siamo rivolti all’utilissimo sito dei Rifugi di Lombardia ed abbiamo cercato tra le sue pagine un rifugio abbastanza isolato da essere raggiunto prevalentemente solo con scarponi o ciaspole, ma tramite un percorso dalla lunghezza abbordabile per il nostro livello di allenamento, non esattamente da grandi esperti montanari 😉

La Valmalenco ci è sembrata una meta ad hoc per le nostre intenzioni e tra i diversi rifugi della zona il Ca’ Runcasch ha stuzzicato la nostra fantasia e ci è apparso come il nido ideale per un breve e romantico weekend fuori porta e punto di partenza perfetto per goderci piacevoli escursioni in Valmalenco e racchettare nei suoi favolosi dintorni.

Oltre al sito ufficiale dei rifugi in Lombardia, si può cercare facilmente un alloggio in Valmalenco anche sul portale ufficiale dell’area, Sondrioevalmalenco.it, che alla sezione Rifugi propone una panoramica sui migliori punti di ristoro e sosta notturna della zona.

Il sito è una preziosa fonte di informazioni anche per pianificare tutte le attività da fare una volta arrivati in Valmalenco: oltre a spunti su luoghi da vedere, eventi e meteo della valle, offre anche interessanti suggerimenti sui percorsi per ciaspole in Valmalenco e su tutte le opportunità che questo territorio offre per ciaspolate in Lombardia alla portata di tutti, sia dei più esperti che di chi mette le ciaspole ai piedi per la prima volta.

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Soggiornare in Valmalenco: il rifugio Ca’ Runcasch

Il percorso per raggiungere il Ca’ Runcasch inizia dalla località Campo Moro a metri 1.954, e proprio alla partenza del sentiero si trova un comodo posteggio dal quale inizia immediatamente la salita per il rifugio.

La zona è un rinomato punto di ritrovo di ciaspolatori e scialpinisti, dato che i suoi numerosi itinerari sono ideali per questi sport. Da Campo Moro al Ca’ Runcasch sono necessari circa 45 minuti di cammino: le ciaspole sono necessarie nelle ore centrali della giornata quando la neve inizia a essere più morbida, ma sono sufficienti degli scarponi per raggiungere il rifugio nelle prime ore della mattina. Ed è proprio muniti di semplici scarponcini da montagna che ci mettiamo in cammino per la nostra destinazione.

La nostra salita, iniziata verso le 11, oltre ad offrirci un assaggio dei paesaggi idilliaci di questo angolo d’Italia, ci ha guidati al rifugio giusto in tempo per l’ora di pranzo e per fare la prima scorta di sciatt e pizzoccheri (ovviamente): quando si dice iniziare bene l’esperienza.

Esplorando il rifugio ci siamo subito resi conto che il Ca’ Runcasch è stata un’ottima scelta: delizioso sia all’esterno che al suo interno, dispone di camere riscaldate doppie, triple e quadruple con bagno privato ed ha un arredamento spartano ed essenziale ma accompagnato da tutti i comfort necessari a rendere il soggiorno assolutamente piacevole.

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Escursioni in Valmalenco: ciaspolare sulla neve fresca

Immediatamente dopo il succulento tripudio di sapori, abbiamo noleggiato le ciaspole per la nostra prima passeggiata sulla neve pomeridiana: è il rifugio a fornire tutta l’attrezzatura necessaria per ciaspolare, comprensiva di ciaspole e racchette.

Dal Ca’ Runcasch ci siamo diretti verso il Rifugio Cristina, situato a 2’287 metri s.l.m., lungo un percorso tracciato di circa un’ora che si snoda tra boschi fiabeschi e dolci colline innevate. Anche il Cristiana ha tutti i tratti tipici che sono capaci di fare innamorare dell’ambiente di montagna al primo sguardo ed è sorvegliato a vista dal maestoso Pizzo Scalino che si innalza alle sue spalle. L’irresistibile tentazione di un tè caldo accompagnato da uno strudel ci hanno trattenuti al Rifugio Cristina, fornendoci la seconda squisita iniezione di calorie valtellinesi della giornata.

Dopo una ciaspolata a ritroso verso la nostra base, come poteva concludersi la nostra giornata se non con una cenetta al Ca’ Runcasch? La sera il rifugio proponeva un menù fisso, con una scelta di piatti contenuta ma con cibo decisamente ottimo e assolutamente soddisfacente per le papille gustative.

Prima di abbandonarci ad una calda notte nella nostra stanza doppia però, abbiamo affrontato il freddo pungente della sera in quota per goderci un’irrinunciabile passeggiata in notturna ed ammirare un cielo di montagna, incontaminato e punteggiato da così tante stelle da restare letteralmente a bocca aperta.

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Ciaspolare in Valmalenco verso i Laghi di Campagneda

La mattina seguente ci siamo lanciati in un’altra ciaspolata in Valmalenco decisamente impossibile da dimenticare, complice una giornata assolutamente fantastica, con un cielo limpido ed un sole che rendeva la distesa di neve bianca ancora più spettacolare. Il percorso che abbiamo scelto ci ha guidato verso i Laghi di Campagneda, una zona che ben si presta ad una passeggiata con le ciaspole invernale ma che è imperdibile specialmente per un trekking estivo: i suoi numerosi laghetti azzurri circondati dal verde intenso dei prati creano uno scenario da cartolina. La sua versione invernale però non è per niente male ed i laghi coperti da una soffice coltre di neve ed avvolti dal silenzio più rilassante regalano un’escursione davvero degna di nota. Partendo dal Ca’ Runcasch si sale verso i laghi di Campagneda avvicinandosi sempre più al Pizzo Scalino fino ad avere la sensazione di poterlo quasi toccare (non c’è da farsi ingannare però, la strada per arrivarci è ancora molto lunga), ed incontrando uno dopo l’altro tutti i laghetti che si possono ancora intuire sotto il manto nevoso. La nostra rilassantissima (anche se faticosa) ciaspolata trascorre tra calma, relax e quella quiete tipica che regna sui rilievi e che è difficilmente replicabile altrove. Il contatto con la natura in questi territori è così intenso da rigenerare completamente corpo e spirito: basta contemplare le distese innevate per provare un profondo e piacevolissimo senso di pace, che riesce a cancellare ogni altro pensiero.
Dopo questa full-immersion nel candore, siamo rientrati al nostro rifugio, per una sosta al caldo e per recuperare i nostri – pochissimi – bagagli (uno zainetto a testa): abbiamo poi immediatamente ricominciato a camminare, questa volta muniti di soli scarponi, per ripercorrere la strada che ci ha ricondotto al posteggio di Campo Moro.
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Chiesa Valmalenco e i piaceri della tavola

Prima però di abbandonare la Valmalenco ci siamo concessi un ultimo peccato di gola nel cuore della valle, Chiesa Valmalenco: ci siamo infatti fermati per un pranzo a dir poco favoloso al Ristorante Malenco, in località Primolo, paesino poco sopra Chiesa Valmalenco.

Bresaola, pizzoccheri, sciatt, tiramisù e strudel: non ci siamo fatti mancare proprio niente ed abbiamo riassaporato tutte le meraviglie culinarie della Valmalenco, per appagare tutti e cinque i sensi e salutare la valle – in una parola – estasiati.

Non c’è niente di meglio, per staccare la spina, che un weekend sulle più affascinanti cime della Lombardia, ancor meglio se trascorso fra escursioni in Valmalenco, tradizioni enogastronomiche e panorami montani in grado di imprimersi in un solo istante tra i ricordi più belli.

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