Niente di meglio di una fresca e soleggiata giornata autunnale per godersi una sana pedalata. Adoriamo l’aria frizzante ed i raggi del sole appena tiepidi, la luce aranciata dell’autunno e la tranquillità dei luoghi all’aria aperta, non presi d’assalto da orde di avventori come nelle afose giornate d’estate, ma scelti da pochi per rilassanti e silenziose passeggiate.

LA PISTA CICLABILE SULL’ADDA: UN FIUME DI EMOZIONI

L’amore per le escursioni su due ruote ci porta – qualche autunno fa – lungo la ciclabile sull’Adda, che collega Milano a Lecco: una lunga ciclovia che permette di percorrere circa 75 km in sella costeggiando i navigli milanesi ed il fiume Adda, immersi tra natura e storia. Noi ne affrontiamo solamente un breve tratto, quello che dal paese di Brivio arriva a Trezzo Sull’Adda, 17,5 km in tutto: sarebbe interessante provare a fare tutto il percorso, ma bisogna essere certi che l’allenamento lo permetta, quindi preferiamo “limitarci” ai 35 km tra andata e ritorno.

da brivio verso imbersago: pedalare lungo il fiume

Dopo aver posteggiato a Brivio saltiamo in sella e percorriamo la via lungo fiume di questo graziosissimo paese, già meta per noi in passato di tante gite fuori porta, pranzi estivi, gelati e rilassanti pomeriggi domenicali. Barchette che ciondolano attraccate alla riva, voci di bambini che si divertono nel parco giochi, localini per uno spuntino vista fiume, una fila di alberi che perdono le loro coloratissime foglie lungo il molo ricoprendolo di un tappeto dorato: ci è sempre piaciuto molto questo posto, accogliente, ospitale, davvero delizioso.

Costeggiamo per un tratto l’Adda su asfalto ed imbocchiamo dopo pochi metri la strada sterrata che ci permette di immergerci subito nello splendido paesaggio fluviale di questa zona, dove la folta e verdissima vegetazione estiva sta lasciando lentamente il passo alle calde tinte autunnali, punteggiandosi di arancione, rosso e giallo. Il fiume scorre lento e tranquillo e riflette alla perfezione tutta la bellezza di questa trasformazione. Le mani corrono subito nelle tasche alla ricerca dello smartphone per scattare qualche istantanea di tutto ciò che ci circonda; se si amano fotografia e natura, in posti come questo si viene travolti completamente dall’irrefrenabile desiderio di immortalare ogni dettaglio.

Scorriamo lungo le curve della ciclabile che per tutto il percorso costeggerà le acque del fiume, respiriamo l’aria fresca di un autunno ormai inoltrato e ci godiamo senza fretta una pedalata dopo l’altra, apprezzando come sempre la semplice bellezza della scoperta del territorio a bordo di una bicicletta.

Arriviamo dopo circa 4 km ad Imbersago, dove si trova l’attracco del Traghetto di Leonardo: inventato niente di meno che da Leonardo Da Vinci, questa imbarcazione totalmente eco-compatibile collega le sponde di Imbersago e Villa D’Adda utilizzando un sistema che sfrutta delle funi metalliche e la sola forza della corrente del fiume. Fu ideato nel XVI secolo e fa tuttora spola tutto l’anno tra la sponda lecchese e quella bergamasca, un’esperienza divertente e didattica allo stesso tempo.

sorprese lungo la ciclabile sull’adda: book crossing e foliage

Poco distante dall’imbarco del traghetto, sotto un albero in pieno periodo di foliage che è un’esplosione di colore, scorgiamo una piccola libreria in legno, un’iniziativa stupenda di quelle di cui vorresti fosse pieno il mondo: i libri presenti sulla libreria sono a disposizione di chiunque voglia farli temporaneamente propri e stare un po’ in loro compagnia prima di “liberarli” nuovamente in un altra zona del mondo, per far loro proseguire il cammino. Pensare alla storia dei libri dedicati al book crossing ci affascina da morire: chissà da dove vengono, quante mani li hanno sfogliati, quanti posti hanno visto prima di arrivare lì, in quante case hanno vissuto, in quali altre librerie all’aria aperta sono stati liberati. L’idea di fare vivere una vita avventurosa ad un libro è splendida. Creatività, fantasia, parole scritte che vengono rese libere di viaggiare per il mondo, senza essere di nessuno pur essendo di tutti. Non è stupendo questo concetto? 😉

tra dighe ed ecomusei: la bellezza diffusa 

Dopo questo bagno di storia e cultura, proseguiamo il percorso lungo la pista ciclabile sull’Adda arrivando alla diga di Robbiate, imponente costruzione che fa parte delle diverse opere della Edison che si trovano lungo la ciclabile, una serie di centrali elettriche e sbarramenti, creati per sfruttare la potenza delle acque dell’Adda. Ne troveremo varie lungo la strada, ma devo dire che nonostante siano qualcosa di “artificiale” in un ambiente pieno di verde, si inseriscono quasi naturalmente nello scenario, come una parte di storia del territorio.

La sensazione è quella di pedalare all’interno di un museo all’aria aperta e scopriamo che è effettivamente quello che stiamo facendo: tutta la zona che va da Imbersago al paese di Cassano D’Adda fa parte dell’ Ecomuseo Adda Di Leonardo. Si tratta di una sorta di “museo diffuso”, un progetto che ha permesso la restaurazione e riqualificazione di antichi edifici, strade, ex centraline, edifici religiosi ed abitazioni presenti in questa zona, che ha come obiettivo quello di rendere il paesaggio stesso nonché la vita e le tradizioni dei suoi abitanti soggetto principale dell’esposizione. Siamo insomma a tutti gli effetti in un museo senza pareti, né sale, né confini. Affascinante.

paesi sull’adda, ponti e leggende

Raggiunto Paderno D’Adda passiamo sotto al suo massiccio ponte di ferro e dopo pochi chilometri incontriamo la Chiesa di santa Maria della Rocchetta. Si narra che un pescatore l’abbia eretta con le sue mani dopo essere miracolosamente sopravvissuto alle acque dell’Adda.  Una lunga e ripida scalinata la separa dalla pista ciclabile; scegliamo di tenerci la visita al santuario per un’altra volta per apprezzarla meglio senza bicicletta al seguito. Dall’alto della collinetta su cui sorge a chiesa il panorama dev’essere davvero spettacolare. Tra le acque qui impetuose del fiume sorgono i Tre Corni alla Rocchetta, degli speroni di roccia davvero caratteristici. Pare che Leonardo abbia dipinto la sua Vergine delle Rocce proprio ispirandosi a questo paesaggio: la vita ed il genio del Da Vinci permeano davvero ogni metro di questo percorso.

l’arrivo a trezzo sull’adda: una ciclovia da consigliare

Stanchi ma anche molto rilassati arriviamo infine a Trezzo sull’Adda. La ciclabile termina accanto ad un molo in un punto in cui il fiume si allarga leggermente quasi a formare un piccolo laghetto. Le sue acque sono calmissime, di mille verdi intensi picchiettati solo dal giallo delle foglie che riposano a pelo d’acqua.
Di fronte a noi si staglia la centrale Taccani, un’altra centrale Edison ospitata da un grande edificio fuligginoso e dall’aria antica, che domina sul paesaggio circostante assieme al Castello Visconteo che si trova alle sue spalle.

Lo scenario è davvero qualcosa di meraviglioso ed estremamente rilassante. Il sole ha il tipico tono tenue di questa stagione e ciò rende il tutto ancora più magico e perfetto. Adoriamo questi panorami, quasi sospesi nel tempo. Ci fermiamo per un picnic sulle gradinate del molo e mangiamo in silenzio contemplando lo spettacolo, rigenerandoci con la bellezza che abbiamo di fronte. Altre persone prendono posto sui gradini, ma notiamo che pochi di loro parlano: c’è chi armato di reflex fotografa il fiume ed i piccoli volatili che nuotano a poca distanza, c’è chi legge, c’è chi osserva placidamente lo scorrere del fiume. Anche chi parla, lo fa quasi sottovoce, quasi a non voler rovinare un momento cosi, uno di quei momenti che prendono forma in una giornata qualsiasi in un posto qualsiasi, ma che sono capaci di farci staccare dalla realtà, di farci dimenticare ogni altra cosa, la quotidianità e la sua frenesia. Tutti vogliono goderne appieno, riempirsi di pace ed energie nuove e positive. La natura contribuisce sempre a farci stare meglio, sarà la brezza sulla pelle, sarà l’acqua del torrente o la luce delicata, saranno gli alberi che riempiono i polmoni di ossigeno, sarà lo stare semplicemente all’aria aperta. Rimarremo lì per ore.

La bici però è lì che ci chiama, prontissima (lei) a ripercorrere a ritroso il percorso per tornare a Brivio. Noi un po’ meno 😀 Siamo freschi mentalmente per la bellissima giornata, un po’ meno freschi fisicamente perché la fatica si fa sentire. In ogni caso il panorama, ora avvolto dal tramonto in arrivo, aiuta parecchio ed è piacevolissima anche la passeggiata di rientro. Apprezziamo nuovi dettagli ed osserviamo gli scorci da un altro punto di vista.

Questa ciclabile sul fiume Adda è a nostro parere consigliatissima. Ricca di natura, tradizioni e cultura ed inoltre adatta a tutti: grazie ai suoi sentieri pianeggianti che alternano asfalto a del facile sterrato, è percorribile da chiunque – anche da famiglie senza problemi – e praticabile in tranquillità con ogni tipologia di bicicletta, dalla citybike alla MTB.

Non ci resta che tentare la prossima volta l’impresa: percorrerla tutta la pista ciclabile sull’Adda, in una faticosissima Milano-Lecco completa 🙂