Piombiamo nel cuore pulsante della Old Town di Edimburgo dopo un paio d’ore di volo ed un viaggio in bus che ci porta dall’Edimburgh Airport  al Waverly Bridge. Quando le porte del nostro Airlink100 si aprono, siamo catapultati direttamente nel vivo della bellezza: l’impatto è incredibile, il Waverly Bridge scorre sopra la Waverly Station, collega la Old Town con la New Town e delimita a est i Princess Gardens. Quale migliore primo impatto potevamo chiedere?

Respiriamo a pieni polmoni quella sensazione magnifica che nasce quando siamo all’inizio di una nuova avventura e tutto è ancora da scoprire. Il taccuino zeppo di annotazioni, la Lonely Planet piena di appunti, gli occhi pieni di fotografie viste online: ci guardiamo attorno e ci rendiamo conto che siamo finalmente lì, dove abbiamo sognato di essere per tanto tempo, nel vivo della nostra nuova meta. Stiamo per assaporare…

i nostri 5 giorni a Edimburgo

Davanti a noi ci sono 5 giorni di esplorazioni, scoperte e ricordi che prenderanno forma istante dopo istante.  Abbiamo deciso di restare nella capitale scozzese per quasi una settimana, dal 01 al 5 di gennaio, per inaugurare l’anno nuovo con ciò che più ci piace fare: esplorare il mondo. Avevamo voglia di un piano “morbido” ed abbiamo buttato giù un itinerario che potesse permetterci di curiosare tra tutte le attrazioni di Edinburgo che più ci hanno incuriosito e dedicarci anche momenti di relax ed immersione nella vita locale: lunghe pause nei meravigliosi pub scozzesi – a fare i local Guinness in una mano e pie nell’altra – e lunghi bagni in piscina nel nostro hotel con spa e idromassaggio 😛   

ll nostro itinerario, i consigli e le emozioni che la città ci ha suscitato qui:

GRASSMARKET

Il Novotel Edimburgh Center  si trova a pochi passi da una delle piazze più famose della città, Grassmarket.
E’ la prima delle attrazioni in lista che ci accoglie, dopo aver abbandonato i trolley nel nostro albergo a poca distanza da lì ed essere partiti per l’esplorazione, con cartina alla mano e la fedele reflex al collo. E’ una piazza dal doppio volto, come tipico di questa città: utilizzata un tempo come luogo di esecuzioni pubbliche ed impiccagioni, è oggi invece piena di pub e ristoranti frequentatissimi dai giovani del posto. Quando ci si avventura in uno dei suoi affollati locali, ci si sente nel luogo più festoso e rilassato del pianeta, ma se ci si incammina su questo piazzale quando la luce cala e magari scende anche qualche goccia della tipica pioggerellina scozzese, sembra come di vederne rivivere il lato macabro e cupo.
I lati opposti di questa città si scontrano armoniosamente in ogni suo angolo, e ci regalano emozioni decisamente particolari. La piazza si trova inoltre ai piedi del Castello di Edimburgo, di cui si può ammirare uno scorcio davvero bellissimo, che merita di essere visto nelle diverse ore della giornata perché la luce che cambia sulle sua mura regala immagini sempre diverse, una più bella dell’altra. Da Grassmarket risalendo West Bow e Victoria Street arriviamo al George VI Bridge; da qui svoltando a sinistra si accede alla via principale e più famosa della città, il Royal Mile.

ROYAL MILE

Il celeberrimo Royal Mile è la via più caratteristica di Edimburgo ed è la fotografia di ciò che ci si aspetta da questa città. Un lunghissimo viale acciottolato, fiancheggiato da palazzi d’epoca con un animo tipicamente scozzese, dove pullulano negozi di ogni genere e vetrine da cui si viene catturati. Impossibile  percorrerlo in fretta e lo consiglieremmo assolutamente, perché il Royal Mile va gustato centimetri dopo centimetro. Viene naturale fermarsi a gironzolare tra i piccoli negozi di oggetti tipici, souvenir, abbigliamento scozzese, entrare ed uscire da ogni porta rapiti dalla più sfrenata curiosità. Viene naturale fermarsi estasiati ad ascoltare i suonatori di cornamusa vestiti in abiti “ufficiali” e godere di tutta la potenza di quello strumento che rimanda a tempi antichi, a battaglie e cavalieri sui loro destrieri.
Viene naturale stupirsi davanti ad una chiesa che spunta ad un incrocio e osservare il via vai delle persone del posto.  Quando poi ci si accorge che dai lati del Royal Mile si diramano tante viette minuscole, i cosiddetti “closes”, diventa impossibile non mettere il naso in ognuno di essi, percorrerne un tratto e perdere la testa per questa caratteristica così “edimburghese”. Queste viuzze coperte, che generalmente portano a cortili interni, prendevano il nome da un cittadino illustre che vi abitava o dall’attività principale che vi veniva svolta, sono angusti e stretti, a tratti bui e decisamente invitanti, tanto che viene voglia di perlustrarli tutti e vedere dove portano. Alcuni detti pends sono ripidissimi e vi fanno avere la perfetta cognizione di quanto la città sia arroccata su una collina.  Il Royal Mile parte dal castello di Edimburgo ed arriva fino alla Holyrood house, assumendo diverse denominazioni : Castle Esplanade, Castlehill, Lawnmarket, High Street, Canongate e Abbey Strand.  Se la si percorre dal Castello alla Holyrood house è tutta in discesa; nel caso si sentisse comunque il bisogno di una pausa non mancano i pub dove fermarsi, che sono aperti con orario continuato, pieni anche a metà pomeriggio e servono ottimi spuntini a qualsiasi ora della giornata (sempre accompagnati da una buona Guinnes, ovviamente!) 

CASTELLO DI EDIMBURGO

Il castello di Edimburgo è uno dei castelli più belli, grandi ed articolati che Ci sia capitato di visitare. L’ingresso non è molto economico (17,50 sterline per un adulto) ma ne vale davvero la pena.  Fin dalla piazza antistante il suo ingresso, il castello trasmette la sua maestosità e la sua eleganza.  Una volta entrati, non si può fare a meno di avere una mappa alla mano per addentrarsi tra le sue mura perché le cose da vedere sono davvero tante.  Noi iniziamo la visita passeggiando tra le sue ed incontrando una delle gloriose batterie di cannoni che hanno difeso la città nei secoli, la Argyle Battery. Entrare in un castello porta sempre ad immergersi in una parte di storia fatta si di opere magnifiche, strutture imponenti e dello sfarzo della vita a corte, ma anche fatta di battaglie, cannoni in uso, soldati lanciati in battaglia, confusione e immagini non propriamente felici. Quando ammiriamo queste armi le guardiamo sempre con un misto di rispetto per la storia che rappresentano e timore per ciò che possono fare, affascinati dal loro  evocare antiche battaglie ormai lontane nei secoli e contemporaneamente invasi da una certa inquietudine pensando che in questi posti si sono svolte scene che fanno accapponare la pelle.

Il leith motive della visita ad un castello come quello di Edimburgo sarà proprio questo misto di emozioni. Entriamo infatti subito nel National War Museum dove sono rappresentati 400 anni di storia della città attraverso armi, uniformi, strumenti utilizzati in battaglia, attrezzi medici da campo e fotografie. Eh già, la storia di praticamente tutti i paesi del mondo passa dalla storia delle sue guerre… All’interno del Royal Palace invece si possono ammirare i Gioielli della Corona, una collezione di opulenti scettri e simboli regali, oltre che la Stone of Destiny ovvero la leggendaria pietra sulla quale furono incoronati i sovrani scozzesi per centinaia di anni.   Nel cuore del castello si trova la Great Hall, una magnifica sala costruita nel XVI secolo, che ospitava anticamente le riunioni del parlamento scozzese, e che noi troviamo invece occupata da una rappresentazione in costume dove un cavaliere illustra l’utilizzo delle sue spade e le tecniche di combattimento.
I cannoni che fanno più simpatia all’interno del castello sono due, Mon’s Meg e il One o’clock Gun. Mon’s Meg vine definita dal cartello che la descrive come un’”antica signora”, stanca per tutte le sue battaglie, che si chiede gentilmente a fare riposare: ci ha fatto ridere pensarla come una vecchietta con troppa fatica alle spalle che ora vuole solo godersi in pace a vista della sua bella città.  La One o’Clock Gun è invece un cannone ancora in funzione, la cui tradizione viene mantenuta in vita da secoli. Questo strumento fu inventato nel 1861 per permettere ai marinai presenti nel porto della città di regolare gli orologi di bordo sull’ora esatta: ogni giorno alla una in punto il cannone sparava, lo sparo poteva essere udito da diverse miglia di distanza dando modo così a tutte le imbarcazioni di verificare le regolazioni a bordo. Diversi furono i cannoni utilizzati nella storia allo scopo ed oggi la tradizione è portata avanti da un piccolo cannone che alla 1 in punto viene allestito da un militare in divisa che fiero e baldanzoso prepara il suo colpo e puntualissimo lo fa partire (a salve) per la gioia dei curiosi che si radunano attorno a lui per assistere a questo evento.

Per concludere la visita e dimenticare remote battaglie facciamo un salto nel Whisky and Finest Food Shop, per assaggiare uno dei whisky più buoni che abbiamo mai provato (e a noi il whisky nemmeno piace, abbiamo detto tutto). Ci godiamo degli ottimi assaggi di creme e cibarie, mentre recuperiamo un po’ di tepore. Mentre siamo al suo interno inizia anche improvvisamente e senza preavviso a nevicare: il castello sotto la neve è uno spettacolo e rimaniamo estasiati a guardarlo dalla finestra della bottega attraverso i fiocchi di neve. 

INFO UTILI

Biglietto d’ingresso: 19.50£ adulti/ 11,50£ bambini
Orari di apertura: 09:30/17:00 (01 Ottobre/31 Marzo) – 09:30/18:00 (01 Aprile/30 Settembre)
Attenzione: ultimo ingresso  un’ora prima dell’orario di chiusura.
Nota: La One o’clock Gun spara ogni giorno alla una, tranne che di Domenica, Venerdì di Pasqua e Natale.

Sito web: https://www.edinburghcastle.scot/

HOLYROOD HOUSE 

All’altro capo del Royal Mile rispetto al Castello di Edimburgo si trova la il Palace of Holyrood House o più semplicemente Holyrood Palace. E’ una residenza reale che viene tutt’oggi abitata per alcuni giorni dell’anno da Sua Maestà la regina Elisabetta II e fu costruita accanto all’antica Abbazia di Holyrood che risale al XII secolo. Si narra che Davide I di scozia, durante una battuta di caccia s’imbattè in un cervo dalle corna gigantesche che lo disarcionò da cavallo; lui per difendersi si aggrappò alle corna del possente animale, ma si ritrovò in mano un crocefisso (altre versioni parlano di una croce di luce che apparve tra le corna del cervo). In ogni caso il re si salvò dall’attacco e in segno di ringraziamento fece costruire nel punto preciso in cui ciò successe l’abbazia di Holyrood, il cui nome deriva dall’antico scozzese Haly Ruid “Santa Croce”.
Anche se con la grossa limitazione che le foto non sono ammesse (per la gioia dei maniaci dello scatto come noi), il palazzo è in gran parte visitabile e si può gironzolare tra gli appartamenti reali, ammirando antichi arazzi, stucchi e dipinti e passando anche dall’appartamento privato di Maria Stuarda che ne racconta attraverso oggetti e mobili originali le (non felicissime) vicende. La Grande Galleria conserva invece ritratti di un centinaio di re scozzesi. La parte che ci è piaciuta di più credo sia però l’antica abbazia. Le cattedrali diroccate, specialmente se a cielo aperto, hanno su di noi un fascino incredibile e l’abbazia di Holyrood si presenta nuda e senza tempo con le sue mura grigie e il suo tetto fatto solo di nuvole (il tetto crollò e non fu più fatto risostruire). E’ malinconica, maestosa e carica di un’atmosfera a dir poco affascinante, e vale davvero la pena perdersi tra le sue rovine ascoltando il silenzio che vi regna e guardando l’azzurro del cielo attraverso ciò che resta del suo antico splendore.

INFO UTILI

Biglietto d’ingresso: 15£ adulti / bambini gratis sotto i 5 anni
[Se si vuole visitare anche la Great Gallery il prezzo sale a 20,20£]
Orari di apertura: 09:30/16:30 (01 Novembre/31 Marzo) – 09:30/18:00 (01 Aprile/31 ottobre)
Attenzione: ultimo ingresso alle 15:15 in inverno e alle 16:30 in estate
Nota: la real residenza è utilizzata dalla Corona per eventi e celebrazioni, quindi potrebbero esserci chiusure straordinarie; controllare sempre il sito web prima di organizzare la visita.

Sito web: https://www.rct.uk/visit/palace-of-holyroodhouse

NATIONAL MUSEUM OF SCOTLAND

Il National Museum è simpaticamente gratuito. Oltre che essere architettonicamente molto bello al suo interno e contenere collezioni eterogenee che vanno dall’arte al design, dalla storia della Scozia
al mondo animale. Quando ci sono ritrovati all’interno della Grand Gallery, la galleria principale abbiamo avuto la sensazione di trovarci in un film! L’enorme sala su cui i tre piani del museo si affacciano, dalle linee essenziali, sui toni del bianco e piena di luce, ci ha dato la sensazione di esser in un set cinematografico tanto era perfetta, e perfetta rappresentazione di “museo” un po’ da film americano per intenderci. La sensazione si acuisce quando si passa alla sala “Animal World” : la collezione raccoglie riproduzioni di animali di tutto il pianeta in scala 1:1 ed è veramente suggestiva! Si cammina accanto a tigri ed antilopi mentre sopra la testa nuotano nell’aria enormi cetacei e ci si aspetta che da un momento all’altro tutto prenda magicamente vita come in un film per bambini 😀
Ci sono poi sale dedicate all’antropologia, ai fossili, allo spazio, alla geologia, alla moda, alle arti decorative e molto altro. Gli ambienti sempre molto ben allestiti e spesso interattivi, ne fanno un’attrazione da non perdere specialmente se si viaggia con i bambini. Si, lo ammettiamo… anche noi “adulti” ci siamo divertiti parecchio! 

INFO UTILI

Biglietto d’ingresso: gratuito, ben accette donazioni spontanee
Orari di apertura: 09:30/17:00

Sito web: https://www.nms.ac.uk/

MARY KING’S CLOSE

La visita al Mary King’s Close era quella che più attendevamo in questo viaggio nella capitale scozzese. E’ una di quelle esperienze particolari, sulle quali inizi a fantasticare già da casa davanti allo schermo del pc, leggendo informazioni, guardando foto e cercando il modo di prenotare tutto in modo da essere sicuro non perdertela. 
Il Mary King’s close è uno dei closes della città che si è guadagnato la maggior fama e notorietà ai giorni nostri, in maniera non felice: ha attraversato infatti, non senza conseguenze, momenti bui e anni di degrado, prima di diventare l’attrazione da amanti del brivido che è oggi. 

La città  di Edimburgo ebbe durante il XVII secolo uno sviluppo edilizio molto particolare, complice il veloce aumento del tasso demografico. Per mancanza di spazio e luoghi pianeggianti dove edificare, la città si sviluppò in verticale, con una peculiare struttura “su livelli” che diede vita a  zone più alte e quindi ariose e  luminose ed altre meno elevate dal suolo inevitabilmente più oscure, umide e inospitali. Facile immaginare come le fasce alte della società fossero intitolate dei piani alti, mentre quelle povere destinate a peggiorare ulteriormente la loro condizione sulla terra abitando quelli più bassi. Ancor più semplice capire come concentrando povertà, scarsità di igiene e disagio sociale in una periferia sotto elevata tra bui vicoli e cunicoli dimenticati si sia dato vita ad un mondo sotterraneo di  delinquenza, attività criminali, incubazione di malattie (importante ricordare come gli scarichi fognari dei tempi non fossero particolarmente sofisticati e che i liquami venissero scaricati direttamente al suolo…).  Il Mary King’s Close era uno di questi controversi vicoli e prendeva il nome da Mary King, una donna d’affari del 17° secolo, che possedeva alcune proprietà all’interno del close.  Dopo aver sopportato anni di pestilenze, feroci assassini, prostituzione e contrabbando, al Mary King’s Close venne riservato un ancor più triste destino. Durante  XVIII secolo venne letteralmente seppellito vivo:  per fare spazio alla costruzione il Royal Exchange (la Camera di Commercio) proprio in quel punto, gli edifici più sotterranei della zona furono destinati a diventare fondamenta del nuovo palazzo mentre le strutture più in alto furono demolite. Il Mary King’s Close continuò incredibilmente a vivere, dato che non tutti gli abitanti scelsero di andarsene (l’ultimo è stato forzatamente mandato via nel 1902!), ma in una condizione a dir poco surreale: praticamente  sottoterra.   

Il viaggio attraverso le viscere di Edimburgo ci lascia senza fiato. Scendiamo nei vicoli del close con la guida (inglese) ed un audioguida in italiano, e dopo pochi passi sentiamo tutta l’oppressione e il senso di claustrofobia che l’area emana e che è rimasto intatto nei secoli.  Quando gironzolando tra vicoli  e appartamenti ci iniziano a raccontare dei fantasmi che infestano la zona, dei medium che hanno negli anni percepito presenze sofferenti, di killer senza pietà che si aggiravano per quelle strade,  ci tremano le gambe.  Sarà l’aria pesante, sarà che si riesce ad immaginare perfettamente l’odore di liquami che impregnava le stanze delle abitazioni, sarà la luce fioca, sarà il sapere di essere a decine di metri dal livello del Royal Mile, ma le sensazioni qui dentro sono davvero davvero forti.  Insomma, uscire di nuovo all’aria aperta e vedere la luce del sole è un immenso sollievo.  Ma l’emozione di essere stati “sotto” Edimburgo è impagabile.

INFO UTILI

Biglietto d’ingresso: 16.50£ adulti/ 09.95£ bambini
Orari di apertura: 09:30/21:30 (Aprile/Ottobre) – 10:15/17:30 da Dom/a Gio e 10:15/21:00 da Ven/a Sab (Dicembre/Marzo) – 10:15/17:30 Lun/Ven + Dom e 10:15/21:00 Sab  (Novembre)
Attenzione: prenotazione caldamente consigliata!
Nota: i bambini sotto i 5 anni non sono ammessi al tour per motivi di sicurezza

Sito web: https://www.realmarykingsclose.com/plan-your-visit/it/

Fonte: The Real Mary King’s Close (che ringraziamo per averci gentilmente fornito le immagini 🙂 ) 

Sarà la sua storia spesso tormentata, saranno le sue viuzze strette e buie, sarà la presenza di un mondo sotterraneo, saranno i suoi colori plumbei e la cupezza dei suoi lastricati umidi di pioggia, ma Edimburgo è così carica di sfuggenti enigmi da mettere i brividi. Insomma, a Edimburgo non serve fare uno dei tanti Ghost Tour proposti dalle agenzie per sentirsi immersi in una piacevolmente inquietante aria di mistero: la sensazione di una città in cui aleggiano antiche leggende, inspiegabili presenze e fatti incomprensibili è perfettamente presente in ogni suo centimetro. Assieme alla sua maestosa bellezza, alla sua eleganza, al suo fascino raffinato ed alla sua vivacità. Da far restare senza parole.  Edimburgo lascia così carichi di opposti brividi e sensazioni uniche da riuscire a pensare solo una cosa: di volerne ancora e ancora e ancora 🙂

…seguiteci per scoprire la seconda parte del nostro tour! 🙂